Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 207 pazienti con cardiomiopatia dilatativa. Si è valutato un risultato importante, chiamato end point composito, che includeva:
- morte per cause cardiache,
- trapianto di cuore,
- impianto di dispositivi per supportare il cuore,
- aritmie gravi che possono mettere a rischio la vita,
- scompenso cardiaco, cioè il peggioramento della funzione del cuore.
I pazienti sono stati divisi in quattro gruppi, basandosi su due caratteristiche:
- la presenza o assenza di late enhancement (LGE), che indica la presenza di tessuto cicatriziale nel cuore,
- la risposta della pressione arteriosa (PA) durante un test sotto sforzo, con un valore di riferimento di 40 mmHg.
I quattro gruppi erano:
- LGE positivo e PA < 40 mmHg (65 pazienti),
- LGE positivo e PA ≥ 40 mmHg (40 pazienti),
- LGE negativo e PA < 40 mmHg (33 pazienti),
- LGE negativo e PA ≥ 40 mmHg (69 pazienti).
Risultati principali
Durante lo studio, 42 pazienti (20%) hanno sviluppato uno degli eventi gravi considerati. La frequenza di questi eventi nei gruppi è stata:
- 35% nel gruppo con LGE positivo e PA < 40 mmHg,
- 20% nel gruppo con LGE positivo e PA ≥ 40 mmHg,
- 21% nel gruppo con LGE negativo e PA < 40 mmHg,
- 6% nel gruppo con LGE negativo e PA ≥ 40 mmHg.
Un'analisi statistica ha mostrato che il gruppo con tessuto cicatriziale e bassa risposta pressoria sotto sforzo aveva un rischio più alto di eventi cardiaci gravi rispetto agli altri gruppi.
Inoltre, non c'era una differenza significativa nel rischio tra il gruppo con tessuto cicatriziale ma buona risposta pressoria e quello senza tessuto cicatriziale ma con bassa risposta pressoria.