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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/05/2015 Lettura: ~3 min

Misure ecocardiografiche per seguire l’evoluzione della fibrillazione atriale

Fonte
J Am Soc Echocardiogr. 2015, pii: S0894-7317(15)00043-7.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può cambiare nel tempo. Alcuni esami ecocardiografici, cioè ecografie del cuore, aiutano a capire se questa condizione sta peggiorando. Qui spieghiamo come queste misure possono indicare la progressione della fibrillazione atriale da una forma intermittente a una più stabile e duratura.

Che cos’è la fibrillazione atriale e come si evolve

La fibrillazione atriale (FA) è un'alterazione del battito del cuore che può presentarsi in modo parossistico (cioè a episodi che si interrompono da soli) oppure diventare persistente o permanente (cioè più duratura e stabile).

Non tutti i pazienti con FA parossistica vedono la loro condizione peggiorare, ma alcuni possono passare a forme più stabili.

Come si può prevedere la progressione della fibrillazione atriale

Uno studio condotto in Corea del Sud ha analizzato 313 pazienti con FA parossistica usando un tipo di ecografia chiamata ecocardiografia bidimensionale speckle-tracking. Questo esame permette di misurare:

  • la dimensione (diametro e volume) dell'atrio sinistro, cioè una delle camere del cuore;
  • la funzione meccanica dell’atrio sinistro, cioè come si muove e si contrae durante il battito;
  • parametri specifici come il global strain (ε) e la sua velocità (ε rate), che indicano la capacità di deformazione e contrazione dell’atrio.

Risultati principali dello studio

Durante circa 2 anni di osservazione, il 16,6% dei pazienti è passato da FA parossistica a forme persistenti o permanenti.

Le misure ecocardiografiche che hanno mostrato un legame con questa progressione sono state:

  • diametro dell’atrio sinistro maggiore di 39 mm;
  • volume massimo dell’atrio sinistro superiore a 34,2 ml per metro quadrato di superficie corporea;
  • parametri di funzione atriale come la velocità E, il rapporto E/A, il rapporto E/e', l’indice di espansione dell’atrio sinistro, la frazione attiva di riempimento, e i valori di global strain ε e ε rate.

In particolare, un valore di global strain dell’atrio sinistro pari o inferiore al 30,9% è risultato il più forte indicatore di rischio di peggioramento, associato a un aumento di circa quattro volte della probabilità che la fibrillazione atriale diventi persistente o permanente.

Anche il diametro e il volume dell’atrio sinistro hanno mostrato un aumento di rischio, circa doppio rispetto a valori normali.

Significato pratico delle misure ecocardiografiche

Questi risultati indicano che con un semplice esame ecocardiografico è possibile identificare i pazienti con FA parossistica che hanno maggiori probabilità di vedere la loro condizione peggiorare.

In particolare, la valutazione della funzione meccanica dell’atrio sinistro, attraverso il global strain, è molto utile per prevedere questa evoluzione.

In conclusione

Le misure ecocardiografiche, come la dimensione e la funzione dell’atrio sinistro, aiutano a capire se la fibrillazione atriale parossistica può peggiorare e diventare persistente o permanente. Tra queste, il valore di global strain dell’atrio sinistro è il più importante predittore di questo cambiamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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