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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/06/2015 Lettura: ~2 min

Ivabradina a basse dosi con bisoprololo migliora la riabilitazione dopo bypass coronarico

Fonte
J Cardiovasc Pharmacol Ther. 2015. pii: 1074248415575963. [Epub ahead of print].

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha valutato come l'aggiunta di ivabradina a basse dosi di bisoprololo possa aiutare i pazienti che hanno subito un intervento di bypass coronarico durante la riabilitazione cardiaca. I risultati mostrano miglioramenti nella capacità fisica e nella funzione del cuore.

Che cosa è stato studiato

I ricercatori hanno voluto capire se l'aggiunta di ivabradina a una terapia con bisoprololo a basse dosi potesse migliorare la riabilitazione di pazienti dopo un bypass coronarico (CABG), un intervento per migliorare il flusso di sangue al cuore.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio ha coinvolto due gruppi di pazienti durante la riabilitazione cardiaca:

  • Un gruppo ha ricevuto ivabradina 5 mg due volte al giorno più bisoprololo 1,25 mg una volta al giorno (gruppo I-BB).
  • L'altro gruppo ha ricevuto solo la terapia standard con bisoprololo a dosi più alte (2,5-3,75 mg una volta al giorno, gruppo BB).

I pazienti sono stati valutati all'inizio della riabilitazione, alla dimissione e dopo 3 mesi.

Cosa è stato misurato

Gli obiettivi principali erano:

  • Migliorare la capacità funzionale, cioè quanto i pazienti riescono a camminare in 6 minuti (test del cammino, 6MWT).
  • Migliorare la funzione diastolica, cioè come il cuore si rilassa e si riempie di sangue.
  • Recuperare la funzione sistolica, cioè la capacità del cuore di pompare il sangue, misurata con la frazione di eiezione ventricolare sinistra (FEVS).

Risultati principali

  • Entrambi i gruppi hanno migliorato la distanza percorsa nel test del cammino, ma il gruppo con ivabradina ha mostrato un miglioramento maggiore a 3 mesi (370 m contro 347 m).
  • La percentuale di pazienti con funzione diastolica normale è aumentata nel gruppo con ivabradina dal 24% all'inizio fino al 79% dopo 3 mesi, mentre nel gruppo con solo bisoprololo è diminuita dal 23% al 16%.
  • La funzione sistolica (FEVS) è migliorata nel gruppo con ivabradina, passando dal 57% al 66% in 3 mesi, mentre è rimasta quasi invariata nel gruppo con solo bisoprololo.

In conclusione

L'aggiunta di ivabradina a basse dosi di bisoprololo durante la riabilitazione dopo un bypass coronarico può migliorare la capacità di camminare, favorire il recupero della funzione diastolica e aumentare la capacità del cuore di pompare il sangue. Questi risultati suggeriscono un beneficio nel combinare questi farmaci per supportare la riabilitazione cardiaca.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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