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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/06/2015 Lettura: ~3 min

Ritorno venoso polmonare anomalo parziale: come la risonanza magnetica cardiaca aiuta nella diagnosi

Fonte
G ITAL CARDIOL │ VOL 16 │ SUPPL 1 AL N 5 2015.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

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Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il ritorno venoso polmonare anomalo parziale è una condizione rara che può causare un ingrossamento del cuore. Spesso è difficile da riconoscere, ma la risonanza magnetica cardiaca può essere uno strumento molto utile per individuarla e intervenire in modo efficace. Scopriamo insieme di cosa si tratta e perché è importante una diagnosi precoce.

Che cos'è il ritorno venoso polmonare anomalo parziale (RVPAP)?

Il RVPAP è una malformazione congenita, cioè presente dalla nascita, in cui una o più vene che portano il sangue dai polmoni al cuore non si collegano correttamente all'atrio sinistro, ma finiscono nell'atrio destro o in altre vene. Questo provoca un flusso anomalo di sangue e può portare a un ingrossamento del ventricolo destro, una delle camere del cuore.

Quanto è comune e con quali altre condizioni si associa?

  • È una condizione rara, presente in circa lo 0,4-0,7% della popolazione.
  • Spesso si associa a un difetto nel muro tra gli atri, chiamato difetto interatriale (DIA), soprattutto di tipo seno venoso.
  • Nel 80% dei casi coinvolge le vene polmonari del lato destro.
  • Può essere presente insieme ad altre malattie cardiache congenite complesse.
  • È raro trovarla senza un difetto interatriale.

Come si diagnostica?

La risonanza magnetica cardiaca (RMC) è uno strumento molto utile per riconoscere questa malformazione. Offre immagini dettagliate del cuore e dei vasi sanguigni senza usare radiazioni o sostanze dannose per i reni.

Attraverso la RMC si possono valutare:

  • La forma e la dimensione delle camere del cuore.
  • Il flusso di sangue tra le diverse parti del cuore e i vasi.
  • L’entità dello shunt, cioè il passaggio anomalo di sangue da una parte all’altra del cuore.

Cosa è emerso da uno studio su pazienti con RVPAP?

In uno studio condotto tra il 2008 e il 2014 su 24 pazienti con RVPAP (età media 42 anni) si è osservato che:

  • La maggior parte aveva un ventricolo destro ingrossato.
  • La funzione del ventricolo sinistro era normale, mentre quella del ventricolo destro era leggermente ridotta.
  • Il rapporto tra il flusso polmonare e quello sistemico (Qp/Qs), che indica lo shunt, era in media 2, cioè il sangue che passa nei polmoni era circa il doppio rispetto a quello che circola nel resto del corpo.
  • Il 62% dei pazienti presentava un difetto interatriale, principalmente di tipo seno venoso.

Perché è importante la diagnosi precoce?

Individuare il RVPAP prima che si sviluppino complicazioni come l'ipertensione polmonare (aumento della pressione nelle arterie dei polmoni) è fondamentale. Questa condizione è infatti correggibile con un intervento chirurgico che offre una prognosi molto buona.

Vantaggi della risonanza magnetica cardiaca

  • Permette una valutazione precisa dell’anatomia e della funzione del cuore.
  • Aiuta a pianificare l’intervento chirurgico.
  • Non espone a radiazioni ionizzanti.
  • Non richiede l’uso di mezzi di contrasto dannosi per i reni.

In conclusione

Il ritorno venoso polmonare anomalo parziale è una malformazione cardiaca rara ma importante da riconoscere, soprattutto quando si nota un ingrossamento del cuore senza una causa chiara. La risonanza magnetica cardiaca è uno strumento efficace per diagnosticare questa condizione e guidare il trattamento, che può portare a una completa guarigione se effettuato in tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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