Che cosa significa "scar" miocardico e come si valuta
Il termine "scar" miocardico indica una cicatrice o una zona di tessuto danneggiato nel muscolo del cuore. Questa cicatrice può essere individuata con una tecnica chiamata risonanza magnetica cardiaca con gadolinio, che evidenzia le aree danneggiate grazie a un colorante speciale.
In questo studio, la cicatrice è stata misurata in base all'intensità del segnale rilevato dalla risonanza, suddividendo le zone in:
- Zona core: area con segnale molto intenso (≥ 50% dell'intensità massima)
- Zona marginale: area con segnale moderato (35-50% dell'intensità massima)
Inoltre, la posizione della cicatrice è stata classificata come basale (vicino alla base del cuore) e in base alla sua estensione attraverso lo spessore della parete cardiaca (transmuralità).
Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 87 pazienti con cardiomiopatia dilatativa non ischemica, una condizione in cui il cuore è ingrandito e funziona meno bene, senza che vi sia stata una causa dovuta a problemi di circolazione coronarica.
Tutti i pazienti hanno eseguito la risonanza magnetica con gadolinio e avevano un defibrillatore impiantabile (ICD) per monitorare eventuali aritmie.
Risultati principali
- Il 63% dei pazienti presentava cicatrici visibili alla risonanza magnetica.
- Durante un periodo di osservazione di circa 4 anni, il 21% ha sviluppato una tachicardia ventricolare monomorfa (un tipo specifico di ritmo cardiaco anomalo con caratteristiche uniformi).
- Il 11% ha avuto episodi di tachicardia ventricolare polimorfa o fibrillazione ventricolare (tipi di aritmie più gravi e variabili).
La presenza e la quantità di cicatrice erano associate in modo significativo solo con la tachicardia ventricolare monomorfa, ma non con le altre aritmie più pericolose.
In particolare, una massa di cicatrice pari o superiore a 7,2 grammi era il limite oltre il quale il rischio di tachicardia monomorfa aumentava in modo significativo.
Le caratteristiche della cicatrice più legate a questa aritmia erano la localizzazione alla base del cuore e una distribuzione che coinvolgeva una parte consistente dello spessore della parete cardiaca.
Cosa significa per i pazienti
- La risonanza magnetica con gadolinio può aiutare a identificare i pazienti con cardiomiopatia dilatativa non ischemica che hanno un rischio maggiore di sviluppare una specifica aritmia chiamata tachicardia ventricolare monomorfa.
- Questa informazione può essere utile per un monitoraggio più attento e una gestione personalizzata.
- È importante però sapere che anche i pazienti senza cicatrici evidenti possono comunque avere il rischio di altre aritmie gravi come la tachicardia ventricolare polimorfa o la fibrillazione ventricolare.
In conclusione
La presenza e la quantità di cicatrici nel cuore, viste con la risonanza magnetica, sono utili per prevedere il rischio di una particolare aritmia, la tachicardia ventricolare monomorfa, nei pazienti con cardiomiopatia dilatativa non ischemica. Tuttavia, questo metodo non permette di prevedere altri tipi di aritmie più gravi, che possono comunque verificarsi anche in assenza di cicatrici evidenti.