Che cosa ha studiato la ricerca
I ricercatori dell'Università di Manchester hanno esaminato i dati di oltre 426.000 pazienti in Inghilterra e Galles, trattati con PCI tra il 2007 e il 2012. Hanno valutato la comparsa di due tipi di ictus:
- Ictus ischemico o TIA: causato da un blocco del flusso sanguigno al cervello.
- Ictus emorragico: causato da una perdita di sangue nel cervello.
Cosa hanno trovato
- L'incidenza di ictus ischemico o TIA è aumentata nel tempo, passando da circa 0,67 a 1,14 casi ogni 1.000 pazienti tra il 2007 e il 2012.
- Al contrario, i casi di ictus emorragico sono diminuiti, da 0,29 a 0,15 ogni 1.000 pazienti nello stesso periodo.
Impatto sulla salute dei pazienti
Entrambi i tipi di ictus sono associati a un aumento del rischio di mortalità entro 30 giorni dall'intervento e di complicazioni gravi durante il ricovero, chiamate MACE (che includono morte, infarto o necessità di nuovi interventi).
- L'ictus ischemico aumenta quasi cinque volte il rischio di morte a 30 giorni e triplica il rischio di complicazioni durante il ricovero.
- L'ictus emorragico ha un impatto ancora più grave, aumentando di circa 14 volte il rischio di morte e complicazioni.
In conclusione
Lo studio mostra che, dopo un intervento coronarico percutaneo, il rischio di ictus ischemico è aumentato nel tempo, mentre quello di ictus emorragico è diminuito. Entrambi i tipi di ictus possono influire significativamente sulla salute e sulla sopravvivenza dei pazienti, con l'ictus emorragico che comporta un rischio maggiore. Questi dati aiutano a comprendere meglio le complicazioni dopo PCI e a migliorare la gestione dei pazienti.