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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/07/2015 Lettura: ~4 min

I nuovi anticoagulanti orali: informazioni utili per i pazienti

Fonte
2012 focused update of the ESC Guidelines for the management of atrial fibrillation. European Heart Journal (2012) 33, 2719–2747; EHRA Practical Guide on the use of new oral anticoagulants in patients with non-valvular atrial fibrillation: executive summary. Eur Heart J (2013); 2014 AHA/ACC/HRF Guidelines for the management of patients with Atrial Fibrillation: Executive Summary. Circulation 2014; 130: 2071-2104; Santarpia G et al “Efficacy and Safety of Non-Vitamin K Antagonist Oral Anticoagulants versus Vitamin K Antagonist Oral Anticoagulants in Patients Undergoing Radiofrequency Catheter Ablation of Atrial Fibrillation: A Meta-Analysis”. PLoS One 2015; May 14;10(5):e0126512; Cappato R et al “Rivaroxaban vs. vitamin K antagonists for cardioversion in atrial fibrillation.” Eur Heart J 2014; 35: 3346-3355; Santarpia G et al “Clinical significance of non-vitamin k antagonist oral anticoagulants in the management of atrial fibrillation”. Circ J. 2015 Apr 24;79(5):914-23

Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1151 Sezione: 26

Introduzione

I nuovi anticoagulanti orali rappresentano una importante innovazione nella prevenzione dell'ictus in persone con fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco. Questo testo spiega in modo semplice come funzionano, quando sono indicati e come vengono gestiti, per aiutare a comprendere meglio queste terapie.

Che cos'è la fibrillazione atriale e perché è importante la prevenzione dell'ictus

La fibrillazione atriale (FA) è un'alterazione del battito cardiaco che aumenta di circa 5 volte il rischio di ictus cerebrale. Circa un caso su cinque di ictus è causato dalla FA. Per questo motivo, è importante valutare il rischio di ictus e di sanguinamenti per decidere la terapia più adatta.

Valutazione del rischio

Per capire chi ha bisogno di una terapia anticoagulante, si usano punteggi che valutano i fattori di rischio:

  • CHADS2: assegna punti per precedenti ictus, età sopra i 75 anni, diabete, pressione alta e problemi cardiaci.
  • CHA2DS2-VASc: è una versione più dettagliata che considera anche la presenza di malattie vascolari, età tra 65 e 75 anni e il sesso femminile.

Inoltre, si valuta il rischio di sanguinamento con un punteggio chiamato HAS-BLED, che considera età, pressione alta non controllata, precedenti sanguinamenti e altre condizioni.

I nuovi anticoagulanti orali (NOAC)

I NOAC sono farmaci che prevengono la formazione di coaguli bloccando specifici fattori della coagulazione nel sangue. Sono una valida alternativa ai farmaci tradizionali (come il warfarin) e hanno alcune caratteristiche importanti:

  • Agiscono su un solo fattore della coagulazione.
  • Non richiedono controlli frequenti del sangue come il warfarin.
  • Vengono eliminati principalmente dai reni, quindi è importante controllare la funzione renale.
  • Non esiste ancora un antidoto specifico per tutti i NOAC in caso di sanguinamento.

Tra i principali NOAC ci sono:

  • Dabigatran: agisce bloccando la trombina, si prende due volte al giorno.
  • Rivaroxaban: blocca il fattore Xa, si prende una volta al giorno.
  • Apixaban: blocca il fattore Xa, si prende due volte al giorno.

Quando si usano i NOAC

I NOAC sono indicati per prevenire ictus ed embolie in adulti con fibrillazione atriale non valvolare e almeno un fattore di rischio per ictus. Sono particolarmente utili in questi casi:

  • Persone che non hanno mai preso anticoagulanti o che non possono assumere warfarin.
  • Chi ha avuto emorragie cerebrali ma ha un alto rischio di ictus.
  • Chi non può fare controlli regolari del sangue per il warfarin.
  • Chi preferisce questa terapia.

Gestione della terapia con NOAC

Dopo aver iniziato i NOAC, è importante un controllo regolare, soprattutto nei primi mesi. Si valutano:

  • Emoglobina e funzione di reni e fegato.
  • Eventuali effetti collaterali o sanguinamenti.
  • La corretta assunzione del farmaco da parte del paziente.

In caso di dimenticanza di una dose, si può prendere la compressa entro metà del tempo previsto tra le dosi, altrimenti si salta la dose dimenticata senza raddoppiare la successiva.

Passaggio tra anticoagulanti

Se si cambia da warfarin a NOAC o viceversa, è necessario fare attenzione per evitare rischi di sanguinamento o trombi. Il medico stabilirà il momento giusto per sospendere un farmaco e iniziare l'altro, basandosi su esami del sangue specifici.

NOAC in situazioni particolari

  • Insufficienza renale: i NOAC sono generalmente sicuri in caso di insufficienza renale da lieve a moderata, ma richiedono un attento controllo. Non sono raccomandati in caso di grave insufficienza o dialisi.
  • Interventi chirurgici: la terapia con NOAC va sospesa prima dell'intervento in base al tipo di procedura e alla funzione renale e ripresa dopo il controllo del sanguinamento.
  • Cardioversione elettrica: alcuni NOAC, come il rivaroxaban, sono stati studiati e risultano sicuri in questa procedura per ripristinare il ritmo cardiaco normale.
  • Neoplasie: nei pazienti con tumori attivi, è preferibile usare altri anticoagulanti, mentre i NOAC possono essere usati in caso di terapie meno aggressive.
  • Cardiopatia ischemica: in caso di sindrome coronarica acuta, la gestione della terapia anticoagulante e antiaggregante deve essere personalizzata per bilanciare i rischi di sanguinamento e trombosi.

In conclusione

I nuovi anticoagulanti orali offrono un'alternativa efficace e più semplice da gestire rispetto ai farmaci tradizionali per la prevenzione dell'ictus in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. La scelta e la gestione della terapia devono essere sempre personalizzate, considerando il rischio di ictus e di sanguinamento, la funzione renale e le preferenze del paziente. È fondamentale seguire attentamente le indicazioni del medico e partecipare ai controlli programmati per garantire la sicurezza e l'efficacia del trattamento.

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