Che cos'è la cardiotossicità nella cura del cancro
Alcuni trattamenti contro il cancro, come la chemioterapia e la radioterapia, possono danneggiare il cuore. Questo danno si chiama cardiotossicità e può manifestarsi con problemi come ictus, infarto, insufficienza cardiaca o aritmie.
Le antracicline e il loro effetto sul cuore
Le antracicline sono farmaci molto usati per trattare diversi tumori, sia nei bambini che negli adulti. Sono molto efficaci, ma possono causare un danno al cuore che si accumula nel tempo. Questo può portare a una ridotta capacità del cuore di pompare il sangue, a volte anche anni dopo la cura.
- Il rischio aumenta con la dose totale ricevuta.
- Generalmente, dosi fino a 300 mg/m2 sono tollerate bene dalla maggior parte dei pazienti.
- Alcune persone possono però sviluppare problemi anche a dosi più basse.
Per prevenire questi danni, è importante riconoscere e correggere i fattori di rischio cardiaco, controllare la pressione arteriosa e adottare uno stile di vita sano. Alcuni farmaci e tecniche di somministrazione possono ridurre il rischio.
La terapia mirata (target therapy) e il cuore
Il trastuzumab è un farmaco usato per il tumore della mammella che blocca una proteina chiamata HER-2. Anche se aiuta a fermare la crescita del tumore, può interferire con la funzione del cuore, rendendolo più vulnerabile, soprattutto se usato insieme alle antracicline.
Il danno da trastuzumab è spesso reversibile e non dipende dalla dose, ma richiede un attento monitoraggio, specialmente nelle persone con altri fattori di rischio.
I farmaci anti-VEGF e la pressione arteriosa
I farmaci che bloccano il VEGF sono usati per diversi tumori e possono causare un aumento della pressione sanguigna. Questo succede perché riducono la capacità dei vasi sanguigni di dilatarsi correttamente.
- L'ipertensione deve essere controllata prima e durante la terapia.
- È importante un monitoraggio regolare per evitare complicazioni.
Inoltre, questi farmaci possono aumentare il rischio di problemi come infarto o ictus, quindi è fondamentale valutare bene il rischio di ogni paziente.
Le fluoropirimidine e il rischio di ischemia cardiaca
Il 5-fluorouracile (5-FU) e la capecitabina sono farmaci usati per tumori del tratto gastrointestinale e altri. Possono causare spasmi delle arterie del cuore, che riducono il flusso di sangue e provocano sintomi come dolore toracico o, in casi gravi, infarto.
- Il rischio è maggiore con infusioni prolungate e al primo ciclo di trattamento.
- È importante eseguire un elettrocardiogramma (ECG) prima e durante la terapia.
- Se si verificano sintomi, il trattamento può essere modificato o sospeso.
La radioterapia e il cuore
La radioterapia al torace, usata per alcuni tumori, può danneggiare il cuore e i vasi sanguigni, causando problemi come:
- Coronaropatia (ostruzione delle arterie del cuore)
- Problemi alle valvole cardiache
- Infiammazione del pericardio (la membrana intorno al cuore)
- Aritmie
Il rischio dipende dalla dose di radiazioni, dalla zona trattata e da altri fattori personali. Il danno può comparire anche molti anni dopo il trattamento.
Per questo, è importante un controllo cardiologico prima della radioterapia e un monitoraggio a lungo termine, con esami non invasivi come l'ecocardiografia.
Prevenzione primaria e secondaria
- Prevenzione primaria: consiste nel riconoscere e correggere i fattori di rischio cardiaco prima e durante la terapia oncologica, adattare i trattamenti e promuovere uno stile di vita sano, compreso l'esercizio fisico moderato.
- Prevenzione secondaria: si basa sulla diagnosi precoce di eventuali danni al cuore tramite esami specifici (ecocardiografia avanzata, marcatori nel sangue come la troponina) e sull'inizio tempestivo di terapie per limitare il danno e favorire il recupero.
In conclusione
La cura del cancro può influire sulla salute del cuore, ma oggi conosciamo meglio i rischi e le strategie per prevenirli e gestirli. Un attento monitoraggio e la collaborazione tra oncologi e cardiologi aiutano a proteggere il cuore durante e dopo il trattamento, migliorando la qualità di vita dei pazienti.