Che cos’è l’intervento di Mustard e Senning
Si tratta di un intervento chirurgico che modifica la struttura degli atri, le camere superiori del cuore. Dopo l’operazione, il ventricolo destro, che normalmente pompa il sangue ai polmoni, diventa responsabile di pompare il sangue al corpo, un ruolo normalmente svolto dal ventricolo sinistro.
Lo studio sui pazienti in Svezia e Danimarca
Sei centri chirurgici hanno raccolto informazioni su 468 pazienti operati con questa tecnica. I dati sulla sopravvivenza sono stati ottenuti dai registri civili nazionali fino al 2007-2008.
- La mortalità entro 30 giorni dall’intervento è stata del 20%, cioè 1 su 5 pazienti non sopravviveva al periodo subito dopo l’operazione.
- Dopo 30 anni, il 60% dei pazienti era ancora vivo.
Fattori che influenzano la sopravvivenza
Alcune condizioni aumentavano il rischio di morte durante o subito dopo l’intervento, come:
- la presenza di un difetto nel muro che separa i due ventricoli (difetto del setto interventricolare);
- un’ostruzione nell’uscita del ventricolo sinistro;
- gli interventi eseguiti nelle prime fasi di utilizzo della tecnica Mustard e Senning.
Per chi superava il periodo critico subito dopo l’intervento, l’unico fattore che prediceva un rischio maggiore di problemi a lungo termine era la necessità di impiantare un pacemaker, un dispositivo che aiuta a regolare il battito del cuore.
Inoltre, il bisogno di un nuovo intervento chirurgico era più frequente in presenza di difetti associati e nei primi pazienti operati con questa tecnica.
Conclusioni dello studio
La sopravvivenza a lungo termine sembra dipendere soprattutto da come funziona il ventricolo destro e la valvola tricuspide (una delle valvole del cuore), piuttosto che dal momento in cui è stata fatta l’operazione o dal tipo specifico di tecnica usata nei primi anni di vita.
Infine, chi ha avuto problemi che hanno richiesto l’impianto di un pacemaker mostrava un aumento del rischio di mortalità nel tempo.
In conclusione
L’intervento di Mustard e Senning ha permesso a molti pazienti con Trasposizione delle Grandi Arterie di vivere fino all’età adulta. Tuttavia, la sopravvivenza a lungo termine dipende soprattutto dalla salute del ventricolo destro e della valvola tricuspide. La necessità di un pacemaker può indicare un rischio maggiore di complicazioni nel tempo. Questi dati aiutano a comprendere meglio le condizioni di salute di chi ha subito questo tipo di intervento e a seguire con attenzione la loro evoluzione.