Che cos’è lo studio EMPAREG OUTCOME
Lo studio è stato progettato per verificare se empagliflozin, un farmaco che aiuta a controllare il diabete, è sicuro per il cuore e i vasi sanguigni. Già si sapeva che questo farmaco aiuta a migliorare il controllo dello zucchero nel sangue, a ridurre il peso e la pressione arteriosa.
Chi ha partecipato allo studio
- 7.020 persone con diabete di tipo 2 e alto rischio di problemi cardiaci;
- persone con una storia di infarto, ictus, angina o altre malattie cardiache;
- indice di massa corporea (BMI) fino a 45;
- funzione renale adeguata (filtrazione glomerulare ≥ 30 ml/min);
- livelli di zucchero nel sangue (HbA1c) tra 7% e 10%, con o senza farmaci per il diabete.
Come è stato condotto lo studio
I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi in modo casuale e senza sapere quale trattamento ricevevano (studio in doppio cieco):
- un gruppo ha ricevuto un placebo (farmaco senza principio attivo);
- due gruppi hanno ricevuto empagliflozin a dosi diverse (10 mg o 25 mg) una volta al giorno.
Lo studio è durato circa 3 anni, fino a quando si sono verificati un certo numero di eventi importanti (morti o problemi cardiaci).
Risultati principali
- Il gruppo che ha ricevuto empagliflozin ha avuto un rischio minore di morte per cause cardiovascolari rispetto al gruppo placebo (3,7% contro 5,9%), con una riduzione del 38% del rischio relativo.
- Non ci sono state differenze significative nel numero di infarti o ictus tra i gruppi.
- Il gruppo trattato con empagliflozin ha avuto meno ricoveri per angina instabile (2,7% contro 4,1%) e meno morti per altre cause (5,7% contro 8,3%).
Cosa significa questo studio
Per le persone con diabete di tipo 2 e alto rischio di problemi cardiaci, empagliflozin è risultato utile nel ridurre la probabilità di morte per problemi del cuore e di altre cause, rispetto a chi non assumeva il farmaco.
In conclusione
Lo studio EMPAREG OUTCOME dimostra che empagliflozin è un trattamento sicuro e efficace per ridurre il rischio di morte legata al cuore e ad altre cause in pazienti con diabete di tipo 2 ad alto rischio cardiovascolare.