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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/09/2015 Lettura: ~4 min

Novità dall'EuroPCR 2015 in cardiologia interventistica

Fonte
Sabato Sorrentino, Cardiologia, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università Magna Graecia di Catanzaro

Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1152 Sezione: 2

Introduzione

L'EuroPCR 2015, tenutosi a Parigi, ha presentato importanti aggiornamenti nel campo della cardiologia interventistica. Questi studi aiutano a migliorare la sicurezza e l'efficacia dei trattamenti per le malattie cardiache, offrendo nuove informazioni utili sia ai medici che ai pazienti.

Il "Paradosso" dell'accesso radiale e femorale

Uno studio chiamato Radial Paradox ha analizzato due modi per accedere alle arterie durante gli interventi cardiaci: attraverso il polso (accesso radiale) o attraverso l'inguine (accesso femorale).

Negli ultimi anni, l'accesso radiale è diventato più comune perché generalmente ha meno complicazioni. Tuttavia, lo studio ha mostrato che un uso eccessivo dell'accesso radiale ha portato a una perdita di esperienza nell'accesso femorale, aumentando così le complicazioni legate a quest'ultimo.

  • Le complicazioni totali (radiali e femorali) non sono diminuite come previsto.
  • Le complicanze femorali sono aumentate rispetto al passato.
  • Questo fenomeno è chiamato il "Paradosso di Campeau", dal nome del pioniere dell'accesso radiale.

Questi risultati sono importanti per chi si sta formando o è esperto in queste tecniche, per mantenere un equilibrio nelle competenze.

Gestione dell'infarto con malattia coronarica multipla

Lo studio COMPARE-ACUTE ha esaminato come utilizzare un test chiamato fractional flow reserve (FFR), che misura l'importanza di una stenosi (restringimento) nelle arterie coronarie, in pazienti con infarto e più arterie malate.

  • Più della metà delle lesioni che sembravano gravi all'angiografia non erano funzionalmente importanti secondo l'FFR.
  • Questo suggerisce che non sempre è necessario trattare tutte le stenosi durante l'infarto.

Questi dati aiutano a decidere quando è meglio intervenire solo sulla lesione che ha causato l'infarto.

Stent medicati nei pazienti anziani

Un nuovo studio, frutto della collaborazione tra Roma e Aalst, ha valutato l'uso degli stent medicati (che rilasciano farmaci per prevenire il restringimento dell'arteria) nei pazienti sopra i 75 anni.

  • Nonostante la terapia antiaggregante più lunga nei pazienti con stent medicati, non si è osservato un aumento significativo dei sanguinamenti.
  • Il beneficio clinico netto è stato maggiore con gli stent medicati rispetto a quelli metallici tradizionali.
  • In particolare, è stata ridotta la frequenza di nuovi infarti e la necessità di ulteriori interventi sull'arteria trattata.

Questi dati confermano la sicurezza e l'efficacia degli stent medicati anche negli anziani.

Ridurre il tempo di intervento nell'infarto

Uno studio australiano ha evidenziato che il tempo tra l'arrivo in ospedale e l'apertura dell'arteria bloccata (door to balloon time, DTBT) è fondamentale per la prognosi nei pazienti con infarto.

  • Per ridurre questo tempo, è importante eseguire rapidamente l'elettrocardiogramma (ECG) all'ingresso in pronto soccorso.
  • Una rapida attivazione della sala interventistica è essenziale.
  • Il tempo per eseguire l'ECG è più lungo nelle donne, un aspetto da migliorare.
  • Un DTBT superiore a 90 minuti triplica il rischio di morte rispetto a un DTBT inferiore a 90 minuti.

Impianto di valvola aortica percutanea (TAVI) in pazienti con stenosi aortica

Uno studio su 1.260 pazienti ha confrontato due gruppi con stenosi aortica severa:

  • Un gruppo con basso gradiente e buona funzione del cuore (PLF-LGAS).
  • Un gruppo con alto gradiente e buona funzione (HGAS).

Risultati principali:

  • Il gruppo PLF-LGAS aveva una mortalità più alta sia durante il ricovero che dopo un anno.
  • Entrambi i gruppi hanno migliorato i sintomi dopo l'intervento.
  • La durata della degenza era leggermente più lunga nel gruppo PLF-LGAS.

Nonostante la mortalità più alta, la TAVI offre un chiaro beneficio clinico anche in questi pazienti.

Miglioramento cognitivo dopo stenting carotideo

Uno studio a Taiwan ha valutato l'effetto dello stenting dell'arteria carotide interna (CAS) in pazienti con ridotto flusso sanguigno cerebrale.

  • I pazienti con ridotta perfusione cerebrale prima dell'intervento hanno mostrato un miglioramento della funzione cognitiva a 3 e 12 mesi.
  • Chi non ha avuto successo nell'impianto o aveva perfusione normale non ha mostrato miglioramenti.

Questo indica che il beneficio cognitivo è legato alla presenza di un flusso sanguigno cerebrale ridotto prima dell'intervento.

In conclusione

L'EuroPCR 2015 ha presentato diverse novità importanti che aiutano a migliorare la cura dei pazienti con malattie cardiache e vascolari. Questi studi sottolineano l'importanza di scegliere con attenzione le tecniche di accesso, di utilizzare strumenti diagnostici avanzati per guidare le terapie, e di adattare i trattamenti alle caratteristiche specifiche dei pazienti, inclusi gli anziani. Inoltre, migliorare i processi ospedalieri può ridurre i tempi di intervento e migliorare la prognosi. Infine, anche in ambito vascolare, l'intervento può portare benefici a lungo termine, come il miglioramento delle funzioni cognitive.

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