Il "Paradosso" dell'accesso radiale e femorale
Uno studio chiamato Radial Paradox ha analizzato due modi per accedere alle arterie durante gli interventi cardiaci: attraverso il polso (accesso radiale) o attraverso l'inguine (accesso femorale).
Negli ultimi anni, l'accesso radiale è diventato più comune perché generalmente ha meno complicazioni. Tuttavia, lo studio ha mostrato che un uso eccessivo dell'accesso radiale ha portato a una perdita di esperienza nell'accesso femorale, aumentando così le complicazioni legate a quest'ultimo.
- Le complicazioni totali (radiali e femorali) non sono diminuite come previsto.
- Le complicanze femorali sono aumentate rispetto al passato.
- Questo fenomeno è chiamato il "Paradosso di Campeau", dal nome del pioniere dell'accesso radiale.
Questi risultati sono importanti per chi si sta formando o è esperto in queste tecniche, per mantenere un equilibrio nelle competenze.
Gestione dell'infarto con malattia coronarica multipla
Lo studio COMPARE-ACUTE ha esaminato come utilizzare un test chiamato fractional flow reserve (FFR), che misura l'importanza di una stenosi (restringimento) nelle arterie coronarie, in pazienti con infarto e più arterie malate.
- Più della metà delle lesioni che sembravano gravi all'angiografia non erano funzionalmente importanti secondo l'FFR.
- Questo suggerisce che non sempre è necessario trattare tutte le stenosi durante l'infarto.
Questi dati aiutano a decidere quando è meglio intervenire solo sulla lesione che ha causato l'infarto.
Stent medicati nei pazienti anziani
Un nuovo studio, frutto della collaborazione tra Roma e Aalst, ha valutato l'uso degli stent medicati (che rilasciano farmaci per prevenire il restringimento dell'arteria) nei pazienti sopra i 75 anni.
- Nonostante la terapia antiaggregante più lunga nei pazienti con stent medicati, non si è osservato un aumento significativo dei sanguinamenti.
- Il beneficio clinico netto è stato maggiore con gli stent medicati rispetto a quelli metallici tradizionali.
- In particolare, è stata ridotta la frequenza di nuovi infarti e la necessità di ulteriori interventi sull'arteria trattata.
Questi dati confermano la sicurezza e l'efficacia degli stent medicati anche negli anziani.
Ridurre il tempo di intervento nell'infarto
Uno studio australiano ha evidenziato che il tempo tra l'arrivo in ospedale e l'apertura dell'arteria bloccata (door to balloon time, DTBT) è fondamentale per la prognosi nei pazienti con infarto.
- Per ridurre questo tempo, è importante eseguire rapidamente l'elettrocardiogramma (ECG) all'ingresso in pronto soccorso.
- Una rapida attivazione della sala interventistica è essenziale.
- Il tempo per eseguire l'ECG è più lungo nelle donne, un aspetto da migliorare.
- Un DTBT superiore a 90 minuti triplica il rischio di morte rispetto a un DTBT inferiore a 90 minuti.
Impianto di valvola aortica percutanea (TAVI) in pazienti con stenosi aortica
Uno studio su 1.260 pazienti ha confrontato due gruppi con stenosi aortica severa:
- Un gruppo con basso gradiente e buona funzione del cuore (PLF-LGAS).
- Un gruppo con alto gradiente e buona funzione (HGAS).
Risultati principali:
- Il gruppo PLF-LGAS aveva una mortalità più alta sia durante il ricovero che dopo un anno.
- Entrambi i gruppi hanno migliorato i sintomi dopo l'intervento.
- La durata della degenza era leggermente più lunga nel gruppo PLF-LGAS.
Nonostante la mortalità più alta, la TAVI offre un chiaro beneficio clinico anche in questi pazienti.
Miglioramento cognitivo dopo stenting carotideo
Uno studio a Taiwan ha valutato l'effetto dello stenting dell'arteria carotide interna (CAS) in pazienti con ridotto flusso sanguigno cerebrale.
- I pazienti con ridotta perfusione cerebrale prima dell'intervento hanno mostrato un miglioramento della funzione cognitiva a 3 e 12 mesi.
- Chi non ha avuto successo nell'impianto o aveva perfusione normale non ha mostrato miglioramenti.
Questo indica che il beneficio cognitivo è legato alla presenza di un flusso sanguigno cerebrale ridotto prima dell'intervento.
In conclusione
L'EuroPCR 2015 ha presentato diverse novità importanti che aiutano a migliorare la cura dei pazienti con malattie cardiache e vascolari. Questi studi sottolineano l'importanza di scegliere con attenzione le tecniche di accesso, di utilizzare strumenti diagnostici avanzati per guidare le terapie, e di adattare i trattamenti alle caratteristiche specifiche dei pazienti, inclusi gli anziani. Inoltre, migliorare i processi ospedalieri può ridurre i tempi di intervento e migliorare la prognosi. Infine, anche in ambito vascolare, l'intervento può portare benefici a lungo termine, come il miglioramento delle funzioni cognitive.