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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/10/2015 Lettura: ~3 min

La disfunzione cardiaca severa all'ecostress non indica l'estensione della cicatrice nel cuore ischemico cronico

Fonte
European Heart Journal – Cardiovascular Imaging (2015) 16, 1074–1081 doi:10.1093/ehjci/jev096.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega uno studio che ha valutato se un esame ecocardiografico con stress farmacologico possa prevedere la quantità di tessuto cicatriziale nel cuore di pazienti con malattia ischemica cronica. È importante capire che la presenza di cicatrici nel cuore influenza le scelte terapeutiche, ma non sempre i test ecocardiografici mostrano con precisione l'estensione di queste cicatrici.

Che cosa significa la cicatrice nel cuore ischemico cronico

La cardiopatia ischemica cronica è una condizione in cui alcune parti del cuore ricevono meno sangue a causa di arterie coronarie ristrette o bloccate. Questo può causare danni al muscolo cardiaco, che si trasformano in cicatrici (tessuto non funzionante).

Conoscere dove e quanto sono estese queste cicatrici è importante per decidere il miglior trattamento.

Lo studio e gli esami utilizzati

Lo studio ha coinvolto 57 pazienti che dovevano sottoporsi a un intervento di bypass coronarico. Sono stati esaminati con due metodi:

  • Risonanza magnetica cardiaca (CMR) con un mezzo di contrasto chiamato gadolinio, che evidenzia le cicatrici (chiamato late gadolinium enhancement, LGE).
  • Ecocardiogramma a riposo e con stress farmacologico (ecostress con dobutamina), che valuta il movimento delle pareti del cuore e la capacità di contrazione.

In particolare, sono stati misurati due parametri ecocardiografici:

  • Peak longitudinal ejection strain (PLS): indica quanto si contrae il muscolo cardiaco in una direzione specifica.
  • Wall motion score (WMS): punteggio che valuta il movimento delle pareti del cuore.

Risultati principali

  • I segmenti del cuore che mostravano valori normali o quasi normali di WMS e PLS a riposo corrispondevano molto bene a zone senza cicatrici profonde (transmurali) viste con la risonanza magnetica.
  • Quando invece si osservava una acinesia (assenza di movimento) in alcune aree, questo non indicava necessariamente che ci fosse una cicatrice estesa.
  • Il test ecocardiografico aveva un alto valore nel escludere la presenza di cicatrici profonde (valore predittivo negativo alto, 99%), ma non era affidabile nel confermarle (valore predittivo positivo basso).
  • La presenza di cicatrici più superficiali (subendocardiche) era difficile da identificare con l'ecocardiogramma.
  • L'aggiunta dello stress farmacologico (dobutamina) non migliorava la capacità di prevedere la presenza o l'estensione delle cicatrici.

Cosa significa per i pazienti

Se l'ecocardiogramma a riposo mostra un movimento normale o quasi normale delle pareti cardiache, è molto probabile che non ci siano cicatrici profonde in quella zona.

Se invece si osserva una grave riduzione del movimento, questo non garantisce che sia presente una cicatrice estesa, quindi potrebbero essere necessari ulteriori esami, come la risonanza magnetica con gadolinio, per una valutazione più precisa.

In conclusione

L'ecocardiogramma con o senza stress farmacologico è utile per escludere la presenza di cicatrici profonde nel cuore, ma non può prevederne con sicurezza l'estensione quando si osserva una grave disfunzione del movimento cardiaco. Per questo motivo, in presenza di alterazioni importanti del movimento in zone con arterie coronarie bloccate o ristrette, è importante fare ulteriori accertamenti con la risonanza magnetica cardiaca.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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