Che cosa significa alterata glicemia a digiuno (IFG)
L'alterata glicemia a digiuno (IFG) è una condizione in cui i livelli di zucchero nel sangue, misurati dopo un periodo senza mangiare, sono più alti del normale ma non abbastanza da essere considerati diabete. In questo studio sono stati usati due criteri per definirla:
- Secondo l'American Diabetes Association (ADA), IFG si ha con valori tra 100 e 125 mg/dl.
- Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), IFG si ha con valori tra 110 e 125 mg/dl.
Lo studio sugli anziani
Quasi mille persone tra i 70 e i 90 anni, senza gravi malattie neurologiche, tumori o diabete di tipo 1, sono state seguite per due anni. Sono stati fatti controlli medici e analisi del sangue per valutare il metabolismo dello zucchero e lo stato infiammatorio del corpo.
All'inizio dello studio:
- Il 16,6% aveva già il diabete.
- Il 40,7% aveva IFG secondo i criteri ADA.
- Il 18% aveva IFG secondo i criteri WHO.
Risultati principali
Chi aveva IFG mostrava segni di infiammazione cronica nel corpo, evidenziata da differenze nei livelli di alcune sostanze nel sangue rispetto a chi aveva glicemia normale.
Dopo due anni di osservazione, le persone con IFG non avevano un rischio più alto di:
- Morte per qualsiasi causa.
- Malattie cardiovascolari (come infarto o ictus).
- Tumori.
Questi risultati sono diversi da quelli osservati in persone di mezza età, dove l'IFG è spesso associata a maggiori rischi.
Considerazioni finali
Lo studio ha alcune limitazioni, come la durata relativamente breve e la possibile esclusione di persone con malattie più gravi. Inoltre, non è stata valutata una condizione chiamata intolleranza al glucosio (IGT), un altro tipo di alterazione del metabolismo dello zucchero.
Questi dati suggeriscono che negli anziani l'alterata glicemia a digiuno potrebbe avere cause diverse rispetto agli adulti più giovani e, nel breve periodo, non sembra aumentare il rischio di eventi gravi.
In conclusione
Negli anziani, avere livelli di zucchero nel sangue leggermente elevati a digiuno non sembra aumentare il rischio di morte o problemi cardiaci nel breve termine. Questo può aiutare a capire meglio come gestire questa condizione in età avanzata.