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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/10/2015 Lettura: ~3 min

Scompenso cardiaco diastolico

Fonte
Caso clinico di Umberto, 71 anni, con scompenso cardiaco diastolico e comorbidità associate, descritto in un contesto di valutazione diagnostica e terapeutica.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 926 Sezione: 17

Introduzione

Questo testo racconta il caso di Umberto, un uomo di 71 anni con diversi problemi di salute, che ha iniziato a manifestare difficoltà respiratorie e gonfiore alle gambe. Vedremo insieme cosa significa lo scompenso cardiaco diastolico e come viene valutato e trattato in modo sicuro e attento.

Chi è Umberto e quali sono i suoi sintomi

Umberto ha 71 anni, è pensionato e ha lavorato come agricoltore. Ha una storia di fumo, obesità, apnea notturna (problemi a respirare durante il sonno), pressione alta, diabete di tipo 2 e gotta. Prende diversi farmaci per queste condizioni.

Da circa un mese ha notato che si stanca facilmente anche con piccoli sforzi, ha difficoltà a respirare e gonfiore attorno alle caviglie.

Esami e risultati importanti

  • Gli esami del sangue mostrano un peggioramento della funzione dei reni, con valori alterati di azotemia e creatinina.
  • Ci sono anche squilibri negli elettroliti, con sodio basso e potassio un po' alto.
  • Il BNP, un indicatore che può segnalare problemi al cuore, è molto aumentato.
  • L’elettrocardiogramma (ECG) mostra un ritmo cardiaco normale ma con segni di ingrossamento del ventricolo sinistro e alcune alterazioni elettriche.
  • L’esame fisico rileva pressione alta, frequenza cardiaca un po' elevata, suoni anomali ai polmoni e un soffio al cuore.

Che cos’è lo scompenso cardiaco diastolico

Lo scompenso cardiaco diastolico significa che il cuore ha difficoltà a rilassarsi e a riempirsi di sangue durante la fase di riposo (diastole). In questo modo, il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficiente, anche se la sua capacità di contrarsi (sistole) è normale.

Come si procede nella diagnosi e nel trattamento

Per valutare meglio la funzione del cuore si esegue un ecocardiogramma, un esame che usa gli ultrasuoni per vedere il cuore in movimento. Nel caso di Umberto, l’ecocardiogramma ha mostrato:

  • Ingrandimento del ventricolo sinistro con ispessimento delle pareti.
  • Difficoltà nel rilassamento del cuore (disfunzione diastolica di primo grado).
  • Funzione di contrazione normale con una frazione di eiezione del 53% (valore nella norma).

Inoltre, la radiografia del torace ha evidenziato segni di infiammazione nei polmoni, un po' di liquido nella pleura (la membrana che avvolge i polmoni) e un cuore leggermente ingrandito.

La terapia è stata ottimizzata riducendo la dose di diuretico (furosemide) per controllare il gonfiore e migliorare la funzione renale e gli squilibri elettrolitici. I valori di BNP e quelli renali sono migliorati, ma la pressione arteriosa e l’acido urico (che può causare la gotta) restano elevati.

Scelte terapeutiche importanti

  • È stato aggiunto un beta bloccante (bisoprololo) che aiuta a rallentare il battito cardiaco, permettendo al cuore di riempirsi meglio di sangue durante la diastole.
  • L’allopurinolo, usato per la gotta, è stato sostituito con febuxostat, un farmaco più sicuro per chi ha problemi renali.

In conclusione

Lo scompenso cardiaco diastolico è una condizione in cui il cuore fatica a rilassarsi e a riempirsi di sangue, anche se la sua capacità di contrarsi è buona. Nel caso di Umberto, la diagnosi è stata fatta con esami specifici come l’ecocardiogramma e la radiografia toracica, insieme ai test del sangue. Il trattamento prevede l’uso di farmaci che aiutano il cuore a lavorare meglio e a controllare i sintomi, tenendo conto delle altre malattie presenti e della funzione renale. Un approccio attento e personalizzato è fondamentale per migliorare la qualità della vita e prevenire complicazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

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