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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/10/2015 Lettura: ~3 min

Voltaggi elettroanatomici e caratteristiche morfologiche in pazienti dopo infarto sottoposti ad ablazione della tachicardia ventricolare

Fonte
Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology. 2015; 8: 863-873 Published online before print May 28, 2015, doi: 10.1161/CIRCEP.114.002551.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega uno studio che ha analizzato alcune caratteristiche del cuore in persone che hanno avuto un infarto e che presentano un tipo di aritmia chiamata tachicardia ventricolare. Lo scopo è comprendere meglio come queste caratteristiche possono aiutare a guidare il trattamento con una procedura chiamata ablazione.

Che cos'è l'ablazione della tachicardia ventricolare

L'ablazione transcatetere è una procedura usata per trattare la tachicardia ventricolare (TV), un'aritmia che può comparire dopo un infarto al cuore. Questa procedura mira a eliminare le aree del cuore che causano il ritmo irregolare.

Lo studio e cosa ha analizzato

Lo studio ha esaminato 100 pazienti che avevano subito un infarto e successivamente erano stati sottoposti ad ablazione per la TV. È stata utilizzata una tecnica chiamata mapping elettroanatomico (EAM) che permette di mappare l'attività elettrica del cuore e identificare le aree danneggiate.

Caratteristiche analizzate

  • Voltaggi endocardici ed epicardici: misurazioni dell'attività elettrica nelle diverse parti del cuore.
  • Cicatrice densa bipolare (DS): zone di tessuto cicatriziale con basso voltaggio elettrico.
  • Zone di basso voltaggio unipolare: aree con tensione elettrica ridotta che indicano tessuto danneggiato.
  • Potenziali tardivi anormali (LP): segnali elettrici anomali che si manifestano più tardi e possono indicare aree che causano aritmie.
  • Potenziali precoci (EP): segnali elettrici che appaiono prima e sono localizzati principalmente nell'endocardio.

Risultati principali

  • Tutti i pazienti avevano zone di basso voltaggio unipolare, mentre il 18% non mostrava cicatrice densa bipolare nell'endocardio.
  • Una grande estensione della cicatrice densa bipolare nell'endocardio (>22,5 cm2) era utile per prevedere se la cicatrice coinvolgeva tutta la parete del cuore (transmuralità).
  • I potenziali tardivi anormali erano presenti in circa due terzi dei pazienti, soprattutto in aree del cuore diverse dal setto, e sono stati eliminati nel 51% dei casi durante l'ablazione.
  • La presenza di una cicatrice estesa e densa nell'endocardio era legata alla presenza di potenziali tardivi anomali anche nell'epicardio.
  • I potenziali tardivi isolati si trovavano principalmente nell'epicardio, mentre i potenziali precoci erano soprattutto nell'endocardio.
  • Le strategie di ablazione variavano: in quasi la metà dei casi si è valutata e trattata la presenza di potenziali tardivi, in altri casi si è fatto solo il mapping della TV o si sono ablati solo i potenziali tardivi o precoci.
  • L'eliminazione dei potenziali tardivi nell'endocardio è stata associata a una minore probabilità di recidiva della tachicardia ventricolare.
  • Una maggiore area di penombra unipolare, cioè di tessuto danneggiato ma non completamente cicatriziale, era legata a un rischio aumentato di morte cardiaca.

In conclusione

Lo studio mostra che l'estensione e la densità della cicatrice nel cuore aiutano a capire quanto la cicatrice coinvolge tutta la parete cardiaca e la presenza di segnali elettrici anomali chiamati potenziali tardivi. Questi ultimi sono più frequenti in alcune zone del cuore e la loro eliminazione con l'ablazione può migliorare i risultati clinici, riducendo la possibilità che la tachicardia ventricolare ritorni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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