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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/10/2015 Lettura: ~2 min

Sovrautilizzo dei controlli cardiologici dopo intervento coronarico: come migliorare il follow-up

Fonte
G ITAL CARDIOL | VOL 16 | OTTOBRE 2015.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il controllo dopo un intervento coronarico è importante, ma spesso si effettuano visite ed esami più del necessario. Uno studio recente ha analizzato come organizzare meglio questi controlli, per garantire cure appropriate e ridurre attese e costi.

Che cosa significa follow-up dopo PCI

La PCI (procedura coronarica percutanea) è un intervento per aprire le arterie del cuore. Dopo questa procedura, i pazienti devono essere seguiti nel tempo con visite e esami cardiologici, chiamati follow-up. Tuttavia, non esistono ancora regole precise e condivise su come e quando fare questi controlli.

Obiettivi dello studio

Lo studio ha voluto capire:

  • Quanto spesso e quali tipi di controlli cardiologici vengono fatti dopo la PCI nella pratica reale;
  • Se un percorso organizzato e condiviso tra cardiologi e medici di base, basato sul rischio del paziente, può ridurre i controlli inutili, accorciare i tempi di attesa e ottimizzare le risorse.

Come è stato condotto lo studio

Sono stati osservati 780 pazienti che nel 2010 avevano fatto la PCI in due ospedali italiani. Si è registrato il numero di visite, ecocardiogrammi e test provocativi eseguiti nei due anni successivi. I pazienti sono stati divisi in base al loro rischio clinico (basso o alto).

Risultati principali

  • In media, ogni paziente ha fatto 5 controlli cardiologici in 2 anni dopo la PCI.
  • Di questi, 4,4 erano controlli di routine in pazienti senza sintomi.
  • I pazienti a basso rischio hanno fatto più controlli di routine rispetto a quelli ad alto rischio.
  • Simulando l’applicazione di un percorso organizzato di appropriatezza clinica (PAC), si potrebbe ridurre quasi di 1 controllo per paziente all’anno.
  • Questa riduzione potrebbe anche diminuire del 39% le liste di attesa per questi esami.

Che cos’è il percorso di appropriatezza clinica (PAC)

Il PAC è un modo di organizzare il follow-up che coinvolge cardiologi e medici di medicina generale. Si basa sul rischio individuale del paziente e cerca di evitare controlli non necessari, accorpando visite ed esami quando possibile.

In conclusione

Lo studio mostra che spesso si fanno troppi controlli cardiologici dopo la PCI, soprattutto in pazienti a basso rischio e senza sintomi. Organizzare meglio il follow-up con un percorso condiviso può aiutare a ridurre le visite inutili, accorciare le attese e risparmiare risorse sanitarie, mantenendo comunque un’assistenza di qualità.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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