Che cosa significa avere un infarto con malattia multivasale
Alcuni pazienti che hanno un infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del segmento ST (STEMI) presentano problemi in più arterie del cuore (malattia multivasale). Questi pazienti hanno generalmente una prognosi peggiore rispetto a chi ha problemi in una sola arteria.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio ha coinvolto 627 pazienti con infarto STEMI e malattia in più arterie. Tutti hanno ricevuto un intervento per aprire l’arteria responsabile dell’infarto (angioplastica primaria o PCI).
Successivamente, i pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- un gruppo ha ricevuto solo il trattamento dell’arteria colpita dall’infarto;
- l’altro gruppo ha ricevuto una rivascolarizzazione completa, cioè il trattamento anche delle altre arterie con problemi, guidato da una misura chiamata riserva frazionale di flusso (FFR), che aiuta a capire se una stenosi (restringimento) è importante e necessita di trattamento.
Risultati principali
Dopo circa 2 anni di controllo, si è visto che:
- il gruppo con rivascolarizzazione completa ha avuto meno eventi cardiaci importanti, come nuovi infarti o necessità di nuovi interventi;
- la riduzione del rischio è stata soprattutto dovuta a meno rivascolarizzazioni ripetute;
- non ci sono state differenze significative nella mortalità o nei nuovi infarti tra i due gruppi.
Cosa significa per i pazienti
Trattare tutte le arterie con problemi durante il ricovero per infarto può ridurre la necessità di nuovi interventi in futuro. Questo approccio è guidato da una valutazione precisa con la misura FFR, che aiuta a decidere quali lesioni trattare.
In conclusione
Nei pazienti con infarto STEMI e malattia in più arterie, la rivascolarizzazione completa guidata da FFR riduce il rischio di dover fare nuovi interventi rispetto al trattamento della sola arteria colpita. Questo significa che, quando possibile, è utile intervenire su tutte le lesioni significative durante il ricovero per migliorare il decorso a lungo termine.