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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/12/2015 Lettura: ~4 min

Mitrale: c’è prolasso e prolasso…

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Caso clinico di paziente con prolasso mitralico e insufficienza valvolare trattato con intervento di plastica mitralica e terapia medica associata.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 926 Sezione: 17

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un uomo di 75 anni con un problema al cuore chiamato prolasso della valvola mitrale, che provoca un malfunzionamento della valvola stessa. Verranno spiegate le sue condizioni, le scelte di trattamento e come si è evoluta la situazione, in modo semplice e chiaro.

Che cosa significa prolasso mitralico e insufficienza valvolare

Il cuore ha delle valvole che funzionano come porte, permettendo al sangue di passare in una sola direzione. La valvola mitrale si trova tra due camere del cuore, l'atrio sinistro e il ventricolo sinistro. Quando questa valvola non si chiude bene, si parla di prolasso mitralico, cioè una parte della valvola si sposta verso l'alto in modo anomalo.

Questo può causare un ritorno di sangue indietro, chiamato insufficienza valvolare, che può essere lieve, moderata o grave a seconda di quanto sangue torna indietro.

Il caso del paziente

  • Uomo di 75 anni con problemi di colesterolo e una malattia cardiaca ischemica (che significa che il cuore riceve meno sangue del necessario), con un intervento fatto qualche anno prima per aprire un'arteria bloccata.
  • Ha un prolasso mitralico con insufficienza di grado moderato, diagnosticato due anni fa.
  • Si presenta con difficoltà a respirare durante sforzi moderati (classe NYHA II), pressione arteriosa e battito cardiaco nella norma, ma con un soffio al cuore e un leggero gonfiore alle gambe.
  • L'ecocardiogramma (un esame che usa gli ultrasuoni per vedere il cuore) mostra che il ventricolo sinistro è dilatato (più grande del normale), la valvola mitrale è ispessita e con un ampio prolasso che interessa entrambi i lembi, con rottura di un cordino che sostiene la valvola, causando un'insufficienza grave.
  • Ci sono anche calcificazioni (depositi di calcio) nell'anello della valvola, dilatazione dell'atrio sinistro, e un aumento della pressione nel ventricolo sinistro.
  • La funzione del ventricolo sinistro sembra ancora buona, ma va valutata con attenzione a causa del rigurgito.
  • Altri esami mostrano un ritmo cardiaco normale con alcune alterazioni e un aumento di un marker chiamato BNP, che indica stress del cuore.
  • Il paziente è in terapia con farmaci per la pressione, per il cuore e per il colesterolo.

Scelte terapeutiche possibili

  • Opzione 1: Trattamento con farmaci diuretici (per eliminare liquidi), aumentare la dose di ACE inibitori (farmaci che aiutano il cuore) e controlli regolari. Questa scelta è prudente ma potrebbe non essere sufficiente, dato che il problema valvolare è grave e il cuore si sta già modificando.
  • Opzione 2: Uso di MitraClip, una procedura meno invasiva che aiuta a ridurre il rigurgito valvolare. È indicata soprattutto in pazienti per cui l'intervento chirurgico è troppo rischioso. In questo caso, si può considerare una soluzione più completa.
  • Opzione 3: Intervento chirurgico di plastica della valvola mitrale, che ripara la valvola stessa. È la scelta fatta per questo paziente, perché può risolvere efficacemente il problema e preservare la funzione del cuore.

Intervento e decorso post-operatorio

Dopo aver escluso un peggioramento delle arterie coronarie tramite un esame chiamato coronarografia, il paziente è stato sottoposto a intervento di plastica mitralica. Questo ha incluso:

  • Impianto di un anello protesico per sostenere la valvola.
  • Inserimento di corde tendinee artificiali per sostituire quelle rotte.

Il decorso post-operatorio ha avuto alcune complicazioni:

  • Comparsa di fibrillazione atriale (un'aritmia), trattata con farmaci.
  • Blocco atrioventricolare completo (un problema nella conduzione del segnale elettrico del cuore), che ha richiesto l'impianto di un pacemaker.
  • Leggera anemia, corretta con trasfusioni.

Al controllo successivo:

  • Il paziente è quasi senza sintomi.
  • La pressione e il battito cardiaco sono nella norma.
  • L'ecocardiogramma mostra un miglioramento della funzione del cuore e un rigurgito molto ridotto.
  • Il ventricolo sinistro è ancora dilatato, ma meno rispetto a prima.
  • È presente una moderata riduzione della funzione del ventricolo sinistro.
  • Un monitoraggio del ritmo cardiaco mostra ritmo stabile e alcune extrasistoli (battiti extra), che sono comuni.

La terapia medica dopo l'intervento

La cura continua con:

  • Ramipril (un ACE inibitore) per aiutare il cuore.
  • Amiodarone per controllare l'aritmia.
  • Aspirina per prevenire problemi legati agli stent coronarici.
  • Atorvastatina per il colesterolo.
  • Beta bloccanti a basso dosaggio per controllare la frequenza cardiaca e le extrasistoli.
  • Anticoagulanti orali (TAO) per almeno 3 mesi, necessari dopo l'impianto dell'anello protesico e per il rischio di trombi legato alla fibrillazione atriale.
  • Diuretici solo se necessario per ridurre la ritenzione di liquidi.

In conclusione

Il prolasso mitralico può variare molto in gravità. Nel caso descritto, il paziente aveva un prolasso con insufficienza grave causata da rottura di corde tendinee, che ha portato a un intervento chirurgico di riparazione della valvola. Questo intervento, associato a una terapia medica adeguata, ha migliorato significativamente la sua condizione. È importante valutare attentamente ogni caso per scegliere la terapia più adatta, tenendo conto dell'età, dei sintomi e delle condizioni generali del cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

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