Che cosa è stato studiato
Lo studio SMILE ha coinvolto 584 pazienti con infarto NSTEMI e più arterie coronarie malate. Sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:
- 1S-PCI: rivascolarizzazione completa in un unico intervento.
- MS-PCI: rivascolarizzazione in più interventi durante lo stesso ricovero.
L'obiettivo principale era valutare la comparsa di eventi avversi nel primo anno, come:
- morte cardiaca o per altre cause,
- nuovo infarto,
- ricovero per angina instabile,
- nuova procedura per riaprire le arterie,
- ictus.
Risultati principali
Il gruppo che ha ricevuto il trattamento in un solo stadio (1S-PCI) ha avuto meno eventi avversi rispetto a quello con la procedura divisa in più fasi (MS-PCI):
- Eventi avversi totali: 13,6% nel gruppo 1S-PCI contro 23,2% nel gruppo MS-PCI.
- Rivascolarizzazione ripetuta del vaso colpevole: 8,3% nel gruppo 1S-PCI contro 15,2% nel gruppo MS-PCI.
Per quanto riguarda la morte cardiaca e il nuovo infarto, non sono state trovate differenze significative tra i due gruppi.
Cosa significa questo
Nei pazienti con infarto NSTEMI e malattia in più arterie, completare la rivascolarizzazione in un unico intervento sembra ridurre il rischio di eventi avversi cardiovascolari e cerebrovascolari rispetto a suddividere il trattamento in più fasi.
In conclusione
Per chi ha un infarto NSTEMI con più arterie coronarie coinvolte, effettuare la procedura di rivascolarizzazione completa in un solo intervento può portare a risultati migliori, con meno complicazioni nel primo anno rispetto a un trattamento diviso in più momenti.