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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/01/2016 Lettura: ~2 min

Carvedilolo e beta bloccanti selettivi nel trattamento dell’infarto miocardico con angioplastica

Fonte
Am J Cardiol 2015;116:1502-8.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 04/02/2026

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Categoria: 940 Sezione: 17

Introduzione

Questo studio ha confrontato due tipi di farmaci chiamati beta bloccanti, utilizzati dopo un infarto al cuore trattato con angioplastica. L’obiettivo era capire se uno di questi farmaci fosse più efficace o sicuro dell’altro nel prevenire nuovi problemi cardiaci.

Che cosa sono i beta bloccanti

I beta bloccanti sono farmaci che aiutano il cuore a lavorare meglio riducendo la frequenza cardiaca e la pressione. Esistono due tipi principali:

  • Beta bloccanti non selettivi, come il carvedilolo, che agiscono su diversi recettori nel corpo.
  • Beta bloccanti beta-1 selettivi, come bisoprololo, metoprololo e nebivololo, che agiscono principalmente sul cuore.

Lo studio condotto

Lo studio ha coinvolto 7.863 pazienti che avevano avuto un infarto e sono stati trattati con angioplastica, una procedura per riaprire le arterie del cuore.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • 6.231 persone hanno ricevuto carvedilolo.
  • 1.632 persone hanno ricevuto beta bloccanti beta-1 selettivi.

Il periodo di osservazione dopo la dimissione è stato in media di circa 8 mesi.

Risultati principali

L’obiettivo principale era valutare se i pazienti morivano o avevano un nuovo infarto.

  • Nel gruppo carvedilolo, il 1,5% ha avuto questi eventi.
  • Nel gruppo beta bloccanti selettivi, il 1,9% ha avuto questi eventi.

La differenza tra i due gruppi non è risultata significativa, cioè non si può dire che un farmaco fosse migliore dell’altro.

Anche il rischio di morte per qualsiasi causa o di morte legata al cuore è stato simile nei due gruppi.

In conclusione

Questo studio mostra che, nei pazienti con infarto trattati con angioplastica, l’uso di carvedilolo o di beta bloccanti beta-1 selettivi porta a risultati simili in termini di sicurezza ed efficacia. Non c’è quindi una differenza importante nel rischio di morte o di nuovo infarto tra i due tipi di farmaci.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

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