CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 29/01/2016 Lettura: ~3 min

Quando è importante bloccare il problema: il caso di Adriano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 926 Sezione: 17

Introduzione

Adriano è un uomo di 44 anni che ha iniziato a sentire dolore al petto durante lo sforzo, accompagnato da palpitazioni e difficoltà a respirare. Questo testo spiega in modo semplice come i medici hanno valutato la sua situazione per capire la causa e come procedere con gli esami e il trattamento più adatto.

Chi è Adriano e quali sono i suoi sintomi

Adriano ha 44 anni e non ha mai avuto problemi al cuore in passato. Ha una cisti benigna all’anca e in passato ha fumato molto. In famiglia ci sono casi di pressione alta e diabete, ma lui non sembra averli. Negli ultimi mesi ha avuto dolore dietro lo sterno quando si sforza, che dura pochi minuti e si estende al collo. Spesso ha anche palpitazioni e fatica a respirare.

Alla visita, la sua pressione è 140/80 mmHg e il battito intorno a 70 al minuto. Il medico ha sentito un soffio al cuore, un rumore particolare che si sente con lo stetoscopio, localizzato nella parte superiore del cuore e che si irradia verso il collo. I polmoni sono normali e non ci sono segni di insufficienza cardiaca. L’elettrocardiogramma (ECG) e la radiografia del torace sono stati eseguiti per approfondire.

Cosa sospettano i medici e quali esami fare

  • Il soffio al cuore suggerisce un possibile problema all’uscita del sangue dal cuore verso l’aorta, chiamato ostruzione aortica.
  • Un test da sforzo, che misura la risposta del cuore durante l’attività fisica, potrebbe non essere indicato subito perché potrebbe peggiorare la situazione se c’è un’ostruzione.
  • È importante fare un ecocardiogramma, un esame che usa gli ultrasuoni per vedere il cuore e capire se c’è un’ostruzione.

Risultati degli esami e diagnosi

L’ecocardiogramma e una risonanza magnetica hanno mostrato che Adriano ha una cardiomiopatia ipertrofica, cioè un ispessimento anomalo di una parte del muscolo cardiaco (il setto interventricolare). Questo ispessimento può ostacolare il flusso del sangue.

In particolare, l’esame ha evidenziato un aumento della pressione nel cuore durante la contrazione (gradiente di 43 mmHg) e un movimento anomalo di una valvola mitrale (SAM). La funzione del cuore è buona (frazione di eiezione al 74%) e non ci sono segni di cicatrici nel muscolo cardiaco.

Ulteriori controlli necessari

  • È utile fare un monitoraggio continuo del ritmo cardiaco (Holter) per vedere se ci sono aritmie, cioè battiti irregolari che possono essere pericolosi.
  • Un ecocardiogramma da sforzo può mostrare se l’ostruzione peggiora durante l’attività fisica e se ci sono segni di ridotto apporto di sangue in altre parti del cuore.

Risultati dell’ecocardiogramma da sforzo e Holter

Durante l’ecocardiogramma da sforzo, Adriano ha avuto un aumento marcato della pressione arteriosa e del gradiente intraventricolare (fino a 100 mmHg), confermando un’ostruzione significativa. Si è osservato anche un aumento della pressione nei polmoni e lievi alterazioni dell’ECG. L’Holter ha mostrato un ritmo cardiaco normale con poche extrasistoli isolate, cioè battiti aggiuntivi non pericolosi.

Qual è il trattamento più adatto

  • La prima scelta è iniziare una terapia con beta bloccanti, farmaci che rallentano il battito cardiaco e riducono la pressione, migliorando i sintomi e la funzione del cuore.
  • Altri trattamenti come l’intervento chirurgico (miomectomia) o l’alcolizzazione del setto non sono indicati in questa fase, soprattutto senza una terapia medica preliminare.
  • Un altro farmaco, il verapamil (un calcio antagonista), può essere considerato solo se i beta bloccanti non sono tollerati o controindicati.

In conclusione

Adriano presenta una cardiomiopatia ipertrofica con ostruzione al flusso del sangue dal cuore. È importante escludere altre cause di dolore al petto e valutare bene il cuore con esami specifici come ecocardiogramma e Holter. Il trattamento iniziale più sicuro e efficace è la terapia con beta bloccanti, che aiuta a controllare i sintomi e a migliorare la funzione cardiaca.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA