Che cos’è la fibrillazione atriale e perché è importante negli anziani
La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco che diventa più comune con l’età. Negli anziani, il rischio di avere un ictus causato dalla FA è circa tre volte più alto rispetto ai più giovani. Questo perché con l’aumentare dell’età aumentano anche altre condizioni come l’ipertensione (pressione alta) e l’insufficienza cardiaca, che favoriscono la comparsa della FA.
Quando considerare il trattamento anticoagulante
Per valutare il rischio di ictus e decidere se iniziare una terapia anticoagulante, si usa un punteggio chiamato CHADS2-VASc. In questo punteggio, l’età oltre i 65 anni dà un punto, e oltre i 75 anni ne dà due, indicando la necessità di iniziare il trattamento per prevenire l’ictus.
Anche il rischio di sanguinamenti viene valutato con un altro punteggio chiamato HAS-BLED, in cui l’età sopra i 65 anni conta come un fattore di rischio. Tuttavia, nonostante questo, l’età è più una ragione per iniziare il trattamento anticoagulante che per evitarlo, perché il rischio di ictus è molto alto.
I nuovi anticoagulanti orali (NOAC) e i vantaggi rispetto ai farmaci tradizionali
Negli anziani con FA, si preferiscono spesso i nuovi anticoagulanti orali (NOAC) rispetto ai vecchi farmaci come il warfarin (un antagonista della vitamina K). I NOAC sono più facili da gestire e hanno un miglior equilibrio tra efficacia e sicurezza.
Questi farmaci sono efficaci anche nelle forme di FA che non sono permanenti, come quella parossistica o persistente, e anche quando non ci sono sintomi evidenti.
Chi è il "paziente anziano" e come si decide il trattamento
Il termine "anziano" è generico: molte persone tra i 65 e i 74 anni sono in buona salute e simili ai pazienti più giovani. In questa fascia d’età, la decisione sul trattamento anticoagulante è simile a quella dei pazienti più giovani, ma con maggiore attenzione alle altre malattie e alla funzione dei reni.
Risultati degli studi clinici sui NOAC negli anziani
Lo studio ENGAGE-AF-TIMI 48 ha confrontato l’edoxaban, un NOAC, con il warfarin in pazienti con FA, molti dei quali avevano più di 65 anni e anche più di 75 anni (definiti "veri anziani").
- Edoxaban ha mostrato una efficacia simile al warfarin nel prevenire ictus ed embolie.
- Ha avuto un profilo di sicurezza migliore, con meno sanguinamenti gravi.
- Gli anziani con altre malattie comuni (come diabete, ipertensione, scompenso cardiaco) hanno beneficiato allo stesso modo del trattamento con NOAC.
- La gestione del trattamento con NOAC è più semplice, con meno interruzioni rispetto al warfarin.
Questi risultati sono confermati anche da altre ricerche e meta-analisi che includono molti pazienti anziani.
Considerazioni importanti nell’uso dei NOAC negli anziani
- Nei pazienti con funzione renale molto ridotta (filtrato glomerulare sotto 30 ml/min), è preferibile usare i farmaci tradizionali come il warfarin.
- I NOAC non richiedono controlli frequenti del sangue come il warfarin, facilitando la vita del paziente e del medico.
- Nonostante un costo iniziale più alto, i NOAC possono ridurre i costi a medio termine grazie alla prevenzione di eventi gravi come ictus e sanguinamenti.
- È consigliato valutare anche le capacità cognitive degli anziani prima di iniziare il trattamento, per assicurare una buona gestione nel tempo.
In conclusione
La fibrillazione atriale è una condizione comune e rischiosa negli anziani, che aumenta notevolmente la possibilità di ictus. I nuovi anticoagulanti orali rappresentano una scelta efficace e più sicura rispetto ai farmaci tradizionali, soprattutto per chi ha più di 65 anni. La decisione di iniziare il trattamento deve considerare l’età, le altre malattie e la funzione renale, ma in generale l’anticoagulazione è raccomandata per prevenire complicazioni gravi. La gestione più semplice e il profilo di sicurezza migliore dei NOAC li rendono particolarmente adatti per l’uso negli anziani.