CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 31/03/2016 Lettura: ~4 min

Prevenzione dell’ictus con i nuovi anticoagulanti orali negli anziani

Fonte
Claudio Ferri, Dipartimento MeSVA, Ospedale San Salvatore, Università dell’Aquila; studio ENGAGE-AF-TIMI 48; Società Europea di Cardiologia; vari studi clinici e meta-analisi pubblicati tra il 2012 e il 2015.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1160 Sezione: 42

Introduzione

La fibrillazione atriale è una condizione che aumenta il rischio di ictus, soprattutto negli anziani. Negli ultimi anni, i nuovi anticoagulanti orali (NOAC) hanno dimostrato di essere efficaci e più sicuri rispetto ai farmaci tradizionali. Questo testo spiega in modo chiaro come questi farmaci aiutino a prevenire l’ictus nelle persone anziane con fibrillazione atriale.

Che cos’è la fibrillazione atriale e perché è importante negli anziani

La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco che diventa più comune con l’età. Negli anziani, il rischio di avere un ictus causato dalla FA è circa tre volte più alto rispetto ai più giovani. Questo perché con l’aumentare dell’età aumentano anche altre condizioni come l’ipertensione (pressione alta) e l’insufficienza cardiaca, che favoriscono la comparsa della FA.

Quando considerare il trattamento anticoagulante

Per valutare il rischio di ictus e decidere se iniziare una terapia anticoagulante, si usa un punteggio chiamato CHADS2-VASc. In questo punteggio, l’età oltre i 65 anni dà un punto, e oltre i 75 anni ne dà due, indicando la necessità di iniziare il trattamento per prevenire l’ictus.

Anche il rischio di sanguinamenti viene valutato con un altro punteggio chiamato HAS-BLED, in cui l’età sopra i 65 anni conta come un fattore di rischio. Tuttavia, nonostante questo, l’età è più una ragione per iniziare il trattamento anticoagulante che per evitarlo, perché il rischio di ictus è molto alto.

I nuovi anticoagulanti orali (NOAC) e i vantaggi rispetto ai farmaci tradizionali

Negli anziani con FA, si preferiscono spesso i nuovi anticoagulanti orali (NOAC) rispetto ai vecchi farmaci come il warfarin (un antagonista della vitamina K). I NOAC sono più facili da gestire e hanno un miglior equilibrio tra efficacia e sicurezza.

Questi farmaci sono efficaci anche nelle forme di FA che non sono permanenti, come quella parossistica o persistente, e anche quando non ci sono sintomi evidenti.

Chi è il "paziente anziano" e come si decide il trattamento

Il termine "anziano" è generico: molte persone tra i 65 e i 74 anni sono in buona salute e simili ai pazienti più giovani. In questa fascia d’età, la decisione sul trattamento anticoagulante è simile a quella dei pazienti più giovani, ma con maggiore attenzione alle altre malattie e alla funzione dei reni.

Risultati degli studi clinici sui NOAC negli anziani

Lo studio ENGAGE-AF-TIMI 48 ha confrontato l’edoxaban, un NOAC, con il warfarin in pazienti con FA, molti dei quali avevano più di 65 anni e anche più di 75 anni (definiti "veri anziani").

  • Edoxaban ha mostrato una efficacia simile al warfarin nel prevenire ictus ed embolie.
  • Ha avuto un profilo di sicurezza migliore, con meno sanguinamenti gravi.
  • Gli anziani con altre malattie comuni (come diabete, ipertensione, scompenso cardiaco) hanno beneficiato allo stesso modo del trattamento con NOAC.
  • La gestione del trattamento con NOAC è più semplice, con meno interruzioni rispetto al warfarin.

Questi risultati sono confermati anche da altre ricerche e meta-analisi che includono molti pazienti anziani.

Considerazioni importanti nell’uso dei NOAC negli anziani

  • Nei pazienti con funzione renale molto ridotta (filtrato glomerulare sotto 30 ml/min), è preferibile usare i farmaci tradizionali come il warfarin.
  • I NOAC non richiedono controlli frequenti del sangue come il warfarin, facilitando la vita del paziente e del medico.
  • Nonostante un costo iniziale più alto, i NOAC possono ridurre i costi a medio termine grazie alla prevenzione di eventi gravi come ictus e sanguinamenti.
  • È consigliato valutare anche le capacità cognitive degli anziani prima di iniziare il trattamento, per assicurare una buona gestione nel tempo.

In conclusione

La fibrillazione atriale è una condizione comune e rischiosa negli anziani, che aumenta notevolmente la possibilità di ictus. I nuovi anticoagulanti orali rappresentano una scelta efficace e più sicura rispetto ai farmaci tradizionali, soprattutto per chi ha più di 65 anni. La decisione di iniziare il trattamento deve considerare l’età, le altre malattie e la funzione renale, ma in generale l’anticoagulazione è raccomandata per prevenire complicazioni gravi. La gestione più semplice e il profilo di sicurezza migliore dei NOAC li rendono particolarmente adatti per l’uso negli anziani.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA