CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 16/02/2016 Lettura: ~2 min

Risultati a lungo termine nei pazienti con ipertensione polmonare cronica tromboembolica

Fonte
Circulation online before print January 29, 2016, doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.115.016522 - Marion Delcroix.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'ipertensione polmonare cronica tromboembolica (CTEPH) è una condizione rara che può svilupparsi dopo un'embolia polmonare acuta. Questo disturbo riguarda l'ostruzione delle arterie nei polmoni e può essere trattato con un intervento chirurgico o, in alcuni casi, con farmaci. Uno studio internazionale ha seguito molti pazienti per capire come evolve questa malattia nel tempo e quali sono i risultati a lungo termine.

Che cos'è la CTEPH

La CTEPH è una forma di ipertensione polmonare causata da blocchi nelle grandi arterie dei polmoni dovuti a coaguli di sangue che non si risolvono. Questi blocchi possono anche causare danni ai piccoli vasi sanguigni dei polmoni.

Come si cura

La cura principale è un intervento chiamato endoarteriectomia polmonare, che rimuove i coaguli e le ostruzioni dalle arterie polmonari. Nei pazienti che non possono essere operati, si utilizzano terapie mediche specifiche per l'ipertensione polmonare.

Lo studio internazionale

Un registro europeo ha raccolto dati da 27 centri su 679 pazienti con nuova diagnosi di CTEPH, seguiti per circa due anni. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: quelli operati (404 persone) e quelli non operati (275 persone).

Risultati di sopravvivenza

  • Nei pazienti operati, la sopravvivenza stimata era molto alta: 93% dopo 1 anno, 91% dopo 2 anni e 89% dopo 3 anni.
  • Nei pazienti non operati, la sopravvivenza era più bassa: 88% dopo 1 anno, 79% dopo 2 anni e 70% dopo 3 anni.

La terapia con farmaci specifici per l'ipertensione polmonare non ha mostrato un effetto significativo sulla sopravvivenza in entrambi i gruppi.

Fattori associati a un rischio maggiore di mortalità

  • La gravità dei sintomi, indicata dalla classe funzionale NYHA IV, cioè i pazienti con sintomi molto gravi.
  • Un aumento della pressione nell'atrio destro del cuore, che indica un maggior carico sul cuore.
  • Una storia di cancro.

Altri fattori legati a un rischio più alto di morte sono stati:

  • Nei pazienti operati: complicazioni chirurgiche, presenza di ipertensione polmonare dopo l'intervento e necessità di ulteriori procedure cardiache.
  • Nei pazienti non operati: altre malattie come problemi alle coronarie, insufficienza del cuore sinistro e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

In conclusione

La prognosi a lungo termine per i pazienti con CTEPH che possono essere operati è oggi molto buona e migliore rispetto a chi non può sottoporsi all'intervento. Questo studio aiuta a capire meglio quali fattori influenzano la sopravvivenza e sottolinea l'importanza della diagnosi e del trattamento adeguato.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA