Che cosa sono gli anticoagulanti orali e perché sono importanti negli anziani
Gli anticoagulanti orali sono farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Questo è particolarmente importante nelle persone con fibrillazione atriale non valvolare (FANV), una condizione che può causare ictus. Negli anziani, cioè nelle persone con più di 75 anni, questa terapia è spesso necessaria perché il rischio di ictus è molto alto.
Quando è indicata la terapia anticoagulante
La decisione di iniziare la terapia si basa su punteggi di rischio chiamati CHADS2 e CHA2DS2-VASc, che valutano la probabilità di eventi tromboembolici (come l’ictus). Questi punteggi indicano che quasi tutti gli anziani con fibrillazione atriale dovrebbero ricevere un anticoagulante orale. Il rischio di sanguinamento, valutato con un altro punteggio chiamato HAS-BLED, serve invece a identificare i fattori che si possono correggere per rendere la terapia più sicura, come ad esempio controllare la pressione alta o evitare farmaci che aumentano il rischio di sanguinamento.
Scelta e dosaggio dei nuovi anticoagulanti orali
Nei pazienti anziani è importante considerare come il corpo assorbe, metabolizza ed elimina i farmaci, oltre alle possibili interazioni con altri medicinali. I principali anticoagulanti orali usati sono:
- Dabigatran: negli studi, ha dimostrato di prevenire l’ictus efficacemente anche negli anziani. Per chi ha più di 80 anni si consiglia il dosaggio più basso (110 mg due volte al giorno) per ridurre il rischio di sanguinamenti.
- Rivaroxaban: la dose va regolata soprattutto in base alla funzione renale, non direttamente all’età.
- Apixaban: per gli anziani sopra gli 80 anni, con problemi renali o peso inferiore a 60 kg, si preferisce il dosaggio più basso (2,5 mg due volte al giorno).
Perché preferire i nuovi anticoagulanti rispetto al warfarin
Le linee guida raccomandano di usare i nuovi anticoagulanti orali (detti NOAC) al posto del warfarin negli anziani, perché hanno un minore rischio di sanguinamenti cerebrali, sono efficaci e più sicuri, e non richiedono controlli frequenti del sangue.
Dati reali sull’uso dei nuovi anticoagulanti negli anziani
Due studi recenti hanno analizzato l’uso di dabigatran negli anziani con fibrillazione atriale:
- Uno studio negli Stati Uniti su oltre 25.000 pazienti ha mostrato che chi assumeva dabigatran aveva meno ictus, meno sanguinamenti cerebrali e meno infarti rispetto a chi assumeva warfarin. Tuttavia, il rischio di sanguinamenti nell’intestino era leggermente più alto.
- Uno studio in Canada su più di 42.000 pazienti anziani ha confermato questi risultati, mostrando una riduzione significativa dei sanguinamenti cerebrali e un aumento dei sanguinamenti gastrointestinali con dabigatran rispetto al warfarin.
Consigli generali per la terapia anticoagulante negli anziani
- La terapia anticoagulante orale dovrebbe essere usata regolarmente negli anziani con fibrillazione atriale.
- L’uso dell’aspirina per prevenire l’ictus in questi casi non è raccomandato.
- Nei nuovi anticoagulanti, il dosaggio più basso di dabigatran è spesso preferibile negli anziani per bilanciare efficacia e sicurezza.
In conclusione
Negli anziani con fibrillazione atriale, la terapia con nuovi anticoagulanti orali è fondamentale per prevenire l’ictus. Questi farmaci sono generalmente più sicuri e più facili da gestire rispetto al warfarin. È importante scegliere il dosaggio giusto, soprattutto nei pazienti più anziani, per ridurre il rischio di sanguinamenti e garantire la migliore protezione possibile.