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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/03/2016 Lettura: ~3 min

È svenuto, ma perché?

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Caso clinico tratto da una discussione medica su un paziente con cardiomiopatia dilatativa, aritmie ventricolari e episodi sincopali, con analisi di esami diagnostici e scelte terapeutiche.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 926 Sezione: 17

Introduzione

Questo testo racconta la storia di Gaetano, un uomo di 59 anni con problemi cardiaci complessi, che ha avuto episodi di svenimento. Vedremo insieme quali sono le possibili cause e come i medici valutano la sua situazione per capire il motivo di questi episodi.

Chi è Gaetano e qual è la sua storia medica

Gaetano ha 59 anni ed è un ex fumatore. Nel passato ha avuto diversi problemi di salute, tra cui:

  • ipertensione (pressione alta);
  • depressione, per cui prende farmaci;
  • una malattia del cuore chiamata cardiomiopatia dilatativa, che significa che il cuore è ingrandito e funziona meno bene;
  • un infarto intestinale causato probabilmente da un coagulo di sangue nel 2002, legato a un'aritmia chiamata fibrillazione atriale (battito irregolare del cuore);
  • diversi tentativi di riportare il cuore a un ritmo normale con procedure chiamate cardioversioni elettriche e un trattamento con radiofrequenza (ablazione transcatetere), ma con risultati temporanei;
  • un impianto di un dispositivo chiamato ICD (defibrillatore impiantabile) per prevenire aritmie pericolose, poi rimosso per infezione.

Nonostante le difficoltà, Gaetano stava relativamente bene con una terapia medica che includeva farmaci per il cuore e per la depressione. Gli esami mostravano una funzione cardiaca ridotta ma stabile.

Nuovi problemi nel 2015

Nel 2015 Gaetano ha iniziato ad avere episodi di svenimento (sincope), alcuni con cadute e traumi, soprattutto quando si alzava in piedi. Non aveva mai chiesto aiuto immediato, ma poi, preoccupato, si è rivolto ai medici.

Un monitoraggio del cuore ha mostrato:

  • molte extrasistoli ventricolari (battiti extra del cuore che partono dai ventricoli);
  • alcuni episodi di tachicardia con complessi larghi (battiti veloci e anomali);
  • assenza di sintomi durante questi episodi.

Gli esami clinici e del sangue erano nella norma, tranne per un potassio leggermente basso. L’ecocardiogramma e la risonanza magnetica cardiaca hanno confermato la cardiomiopatia dilatativa, con una funzione del ventricolo sinistro ridotta (circa 35-45%). La risonanza ha anche mostrato aree di fibrosi, cioè tessuto cicatriziale nel cuore.

Le possibili cause degli svenimenti

Di fronte a questi dati, i medici hanno considerato diverse opzioni:

  • Ipotesi di svenimento per calo della pressione quando si alza in piedi: anche se la pressione scende un po’, non ci sono sintomi chiari che lo confermino come causa principale.
  • Possibile origine ischemica (problemi alle arterie del cuore): già esclusa da precedenti esami che hanno mostrato arterie sane.
  • Presenza di aritmie ventricolari pericolose: sospetto alto, ma lo studio elettrofisiologico (un esame che stimola il cuore per vedere se si scatenano aritmie) è risultato negativo, cioè non ha provocato aritmie sostenute.
  • Impianto diretto di un nuovo defibrillatore: possibile, ma non immediato, perché la situazione non è chiara e il paziente ha già avuto complicazioni con il dispositivo precedente.

Scelte terapeutiche

Considerando la frequenza delle extrasistoli e la non ottimale terapia, i medici hanno deciso di aumentare gradualmente la dose di beta bloccanti (farmaci che rallentano il battito cardiaco e riducono le aritmie), facendo attenzione all’ipotensione ortostatica (calo di pressione quando ci si alza). Potrebbero anche ridurre la dose di diuretici per evitare abbassamenti eccessivi della pressione. L’uso di altri farmaci antiaritmici come l’amiodarone è stato valutato, ma escluso per possibili interazioni con altri medicinali in uso.

In conclusione

Gaetano ha una malattia cardiaca complessa che può causare svenimenti per diverse ragioni. I medici hanno escluso cause ischemiche e hanno valutato attentamente le aritmie. Lo studio elettrofisiologico non ha mostrato aritmie pericolose inducibili, quindi si è preferito ottimizzare la terapia farmacologica prima di considerare nuovi interventi invasivi. È importante monitorare attentamente la sua situazione per prevenire episodi futuri e migliorare la qualità di vita.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

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