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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/03/2016 Lettura: ~3 min

La Rete delle Neurocardiologie 2016

Fonte
Stefano Strano, UOD Day Service Cardioangiologico e Syncope Unit, Azienda Ospedaliera-Universitaria Policlinico Umberto I di Roma, Dipartimento “Cuore e Grossi Vasi”, Sapienza Università di Roma

Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1161 Sezione: 2

Introduzione

La Rete delle Neurocardiologie è un gruppo di professionisti medici che lavorano insieme in tutta Italia per migliorare la cura dei pazienti con problemi sia cardiaci che neurologici. Nel 2016 si è tenuto un importante congresso per condividere conoscenze scientifiche, esperienze cliniche e aggiornamenti sulle migliori pratiche per la gestione di queste malattie complesse.

Che cos'è la Rete delle Neurocardiologie

La Rete delle Neurocardiologie è una realtà attiva in tutta Italia che riunisce centri e specialisti per collaborare su studi e percorsi clinici riguardanti le interazioni tra cuore e cervello. L'obiettivo è migliorare l'applicazione delle linee guida mediche nella cura dei pazienti con problemi neurologici e cardiologici, superando la tradizionale figura del "consulente di turno" e promuovendo un approccio condiviso e integrato.

Il Congresso Nazionale 2016

Il terzo congresso nazionale si è svolto a Roma il 29 e 30 gennaio 2016. Vi hanno partecipato numerosi specialisti, tra cui neurologi, cardiologi, aritmologi, internisti e altri esperti. Sono stati rappresentati 61 centri italiani, un numero in crescita rispetto all'anno precedente.

Focus sulla fibrillazione atriale (FA)

  • Il congresso ha approfondito l'approccio globale al paziente con fibrillazione atriale, un'aritmia cardiaca che aumenta il rischio di ictus.
  • Si è discusso del ruolo delle malattie endocrine e dell'obesità, in particolare del concetto di "adiposopatia", che riguarda alterazioni del tessuto grasso che possono favorire la FA.
  • È importante diagnosticare precocemente la FA, anche quando è silente (senza sintomi), perché può essere pericolosa e aumentare il rischio di ictus.
  • Per questo motivo si raccomanda l'uso di dispositivi di monitoraggio prolungato del cuore, come i registratori impiantabili.
  • La terapia anticoagulante è fondamentale per ridurre il rischio di ictus, ma la scelta deve essere personalizzata in base alla quantità di FA e al profilo di rischio del paziente.
  • Gli anticoagulanti orali diretti (NOACs) sono considerati una scelta efficace e sicura, con vantaggi rispetto ai vecchi farmaci antagonisti della vitamina K, come una migliore aderenza alla terapia e minori rischi di sanguinamenti cerebrali.
  • Per migliorare l'aderenza alla terapia è importante educare il paziente e organizzare un follow-up adeguato.

Altre strategie e trattamenti

  • Oltre ai farmaci, esistono procedure invasive come l'ablazione o la cardioversione elettrica per il controllo del ritmo cardiaco, che vanno valutate caso per caso.
  • La chiusura percutanea dell'auricola sinistra è un'alternativa per prevenire l'ictus in pazienti con alto rischio che non possono assumere anticoagulanti.
  • Questa procedura è particolarmente indicata in pazienti con controindicazioni alla terapia anticoagulante o con elevato rischio di sanguinamenti.

Neurocardiologia e ictus

Il congresso ha affrontato anche le difficoltà nella gestione cardiologica dei pazienti con ictus acuto, come la presenza di scompenso cardiaco, aritmie o alterazioni dei marcatori cardiaci. Queste condizioni complicano la cura e richiedono un approccio coordinato tra neurologi e cardiologi.

Sincope neuromediata

La sincope neuromediata, cioè la perdita di coscienza dovuta a un riflesso che rallenta il cuore o abbassa la pressione, è stata un altro tema importante. È stata presentata una teoria che la collega a reazioni emotive o stress post-traumatico. Queste sincopi sono generalmente benigne, ma possono essere difficili da distinguere da sincopi causate da problemi cardiaci.

Il percorso diagnostico prevede test specifici per valutare la risposta del sistema nervoso e cardiaco, e in alcuni casi può essere utile un pacemaker per ridurre la frequenza e la gravità degli episodi.

Strumenti e collaborazione

Il congresso ha presentato anche una piattaforma web della Rete delle Neurocardiologie, che facilita la registrazione di nuovi centri, la condivisione di dati e la collaborazione tra specialisti. Questo strumento supporta studi osservazionali e lo scambio di informazioni scientifiche.

In conclusione

La Rete delle Neurocardiologie rappresenta un importante passo avanti per migliorare la cura integrata di pazienti con problemi cardiaci e neurologici. Il congresso del 2016 ha evidenziato l'importanza di un approccio condiviso, basato su evidenze scientifiche, per la diagnosi e il trattamento della fibrillazione atriale, dell'ictus e delle sincopi. L'uso di nuove terapie e tecnologie, insieme a una migliore comunicazione tra specialisti, può portare a risultati migliori per i pazienti.

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