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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/04/2016 Lettura: ~5 min

Un ECG ingannevole

Fonte
Caso clinico originale da congresso medico con dettagli su ECG, diagnosi differenziale, esami e trattamento di un paziente con sindrome coronarica acuta e apnea ostruttiva del sonno.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 926 Sezione: 17

Introduzione

Questo caso riguarda un uomo di 40 anni con diversi fattori di rischio per problemi cardiaci, che si presenta in ospedale per un dolore al petto notturno. Anche se l'elettrocardiogramma (ECG) iniziale non mostra segni chiari di infarto, la situazione richiede un'attenta valutazione e monitoraggio. Vediamo insieme cosa è successo e quali sono stati i passaggi diagnostici e terapeutici.

Il caso iniziale

Il paziente è un uomo di 40 anni, operaio, con abitudine al fumo molto intensa (circa 40 sigarette al giorno), pressione alta, diabete e obesità. È in cura con farmaci per il diabete e per la pressione, con un buon controllo della pressione ma un controllo del diabete più difficile.

Si presenta in ospedale verso l'una di notte, svegliato da un dolore al petto oppressivo che è scomparso da solo dopo circa 30 minuti. Rimane però un fastidio generico, per cui la moglie lo convince a rivolgersi al pronto soccorso.

All'esame fisico, la pressione è 140/95 mmHg, la frequenza cardiaca 110 battiti al minuto. L'esame del cuore non mostra segni evidenti, ma ci sono alcuni rumori respiratori anomali in un polmone. Il paziente non ha febbre.

Viene eseguito un elettrocardiogramma (ECG) a 12 derivazioni, che non mostra alterazioni evidenti ma qualche segno sospetto, come una scarsa crescita dell'onda R e modifiche della forma dell'onda T in alcune derivazioni.

Cosa sospettare e come procedere

  • Dolore gastrico? L'ECG non è del tutto normale e il dolore è tipico per problemi cardiaci, quindi non si può escludere un problema al cuore.
  • Pericardite? Non ci sono segni clinici o all'ECG che suggeriscano un'infiammazione del pericardio (la membrana intorno al cuore).
  • Sindrome coronarica acuta? È il sospetto principale, dato il dolore tipico e i fattori di rischio. Anche se l'ECG non mostra segni chiari, è importante monitorare il paziente, eseguire esami del sangue per valutare danni al cuore e completare con radiografia del torace ed ecocardiogramma.
  • Coronarografia urgente? Non è indicata subito perché il paziente è quasi senza sintomi e l'ECG non mostra alterazioni tipiche di infarto acuto grave.

Durante l'osservazione

Il paziente rimane senza sintomi. Gli esami del sangue mostrano un livello alto di zucchero nel sangue e un leggero aumento di un marcatore di danno cardiaco (troponina I). Un nuovo ECG mostra segni di ischemia (ridotto afflusso di sangue al cuore), simili a quelli della sindrome di Wellens, che indica un rischio elevato di infarto.

La radiografia del torace e la coronarografia evidenziano:

  • Una quasi occlusione della principale arteria del cuore (arteria interventricolare anteriore prossimale), trattata con l'inserimento di uno stent riassorbibile.
  • Una stenosi occlusiva in un'altra parte dell'arteria, trattata con un palloncino medicato.

Gli esami successivi mostrano un picco di troponina più alto, colesterolo elevato e una funzione del ventricolo sinistro (la parte principale del cuore) conservata, ma con alcune zone che non si muovono bene, probabilmente per un danno precedente.

Interpretazione del quadro

  • Non si tratta di un infarto con elevazione del tratto ST (STEMI) perché non ci sono stati segni tipici all'ECG e il picco di troponina è relativamente basso.
  • Probabilmente si tratta di un infarto senza elevazione del tratto ST (NSTEMI) in un paziente che aveva già una lesione cardiaca precedente, forse passata inosservata perché senza sintomi, cosa comune nei diabetici.

Ulteriori accertamenti

Durante il ricovero, il paziente è asintomatico ma presenta alcune anomalie nel ritmo cardiaco e pressione spesso elevata. L'anamnesi rivela un sonno disturbato e poco riposante, associato all'obesità.

  • Si sospetta una apnea ostruttiva del sonno (OSA), una condizione in cui la respirazione si interrompe ripetutamente durante il sonno, aumentando il rischio di problemi cardiaci.
  • Per questo motivo, è consigliato un monitoraggio specifico del sonno (polisonnografia).
  • Un test da sforzo non è indicato in questa fase.
  • Il monitoraggio della pressione arteriosa può essere utile in seguito, ma ora la terapia deve essere ottimizzata prima.

Conferma della diagnosi di apnea del sonno

Il monitoraggio notturno conferma una forma severa di apnea ostruttiva del sonno. Al paziente vengono consigliate modifiche dello stile di vita:

  • Smettere di fumare
  • Fare attività fisica regolare
  • Perdere peso
  • Seguire una dieta con meno sale e grassi animali

Viene inoltre indirizzato a un centro specializzato per valutare la terapia con cPAP, un dispositivo che aiuta a mantenere le vie aeree aperte durante il sonno.

Trattamento medico

Oltre a ottimizzare la terapia per il diabete e a prescrivere una doppia terapia antiaggregante (farmaci che prevengono la formazione di coaguli nel sangue) con gastroprotezione, il trattamento raccomandato comprende:

  • Incrementare la dose dell'inibitore dell'enzima di conversione (ACE inibitore) per migliorare il controllo della pressione e prevenire danni al cuore.
  • Introdurre un beta bloccante, un farmaco che rallenta il battito cardiaco e protegge il cuore, anche se il paziente è diabetico, perché è utile in questa situazione.
  • Prescrivere una statina per abbassare il colesterolo e ridurre il rischio di nuovi problemi cardiaci.

In conclusione

Questo caso mostra come un dolore toracico notturno in un paziente con molti fattori di rischio possa nascondere una condizione cardiaca seria, anche se l'ECG iniziale non è chiaramente anormale. È importante un'attenta valutazione, monitoraggio e trattamento completo, che includa anche il riconoscimento di condizioni associate come l'apnea del sonno. L'approccio multidisciplinare e la modifica dello stile di vita sono fondamentali per migliorare la prognosi e la qualità della vita del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

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