Che cosa è stato studiato
Il metoprololo è un farmaco che, se dato per via endovenosa (cioè direttamente nel sangue), può ridurre la parte di cuore danneggiata durante un infarto con sopraslivellamento del tratto ST (un tipo grave di infarto).
Lo studio ha voluto capire se il tempo tra la somministrazione del metoprololo e il momento in cui si riapre l'arteria bloccata (riperfusione) cambia l'effetto protettivo del farmaco.
Come è stato fatto lo studio
- 218 pazienti con questo tipo di infarto sono stati divisi in due gruppi, a seconda se il metoprololo è stato dato molto prima o poco prima della riperfusione.
- È stato anche fatto uno studio simile su 51 maiali, per confermare i risultati.
- Tutti i soggetti hanno fatto una risonanza magnetica al cuore subito dopo e dopo un certo periodo, per valutare i danni e la funzione del cuore.
Cosa è stato trovato
- Nei pazienti, chi ha ricevuto il metoprololo con un intervallo più lungo prima della riperfusione aveva un infarto di dimensioni più piccole e una migliore funzione del ventricolo sinistro (la parte del cuore che pompa il sangue).
- Questo è vero anche se il tempo totale di blocco dell’arteria era più lungo in questo gruppo.
- Nei maiali, i risultati erano simili: un intervallo più lungo tra metoprololo e riperfusione portava a infarti più piccoli e migliore funzione cardiaca a lungo termine.
Cosa significa tutto questo
Somministrare il metoprololo prima di riaprire l’arteria bloccata può ridurre i danni al cuore e migliorare la sua capacità di pompare sangue. Più tempo passa tra la somministrazione del farmaco e la riperfusione, migliori sembrano essere i risultati.
In conclusione
Nei pazienti con infarto miocardico grave, somministrare il metoprololo per via endovenosa prima della riperfusione può aiutare a ridurre la dimensione dell’infarto e a mantenere una migliore funzione del cuore. Questi risultati sono confermati anche da studi su animali, suggerendo che il momento della somministrazione è importante per ottenere il massimo beneficio.