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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/05/2016 Lettura: ~4 min

Fibrillazione atriale e patologie endocrine

Fonte
Claudio Letizia, Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Medica, Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Letizia Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1162 Sezione: 5

Introduzione

La fibrillazione atriale è un'aritmia cardiaca comune che può essere influenzata da diverse condizioni legate alle ghiandole endocrine, come problemi alla tiroide, diabete, obesità, carenza di vitamina D e alterazioni ormonali. Comprendere queste relazioni può aiutare a gestire meglio la salute del cuore in modo sicuro e consapevole.

Che cos'è la fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco molto comune. Può aumentare il rischio di complicazioni serie come ictus e morte. La sua frequenza cresce con l'età, colpendo meno dell'1% delle persone sotto i 50 anni e più del 7% di chi ha più di 80 anni. Spesso è associata a problemi come ipertensione, malattie delle arterie coronarie e valvole cardiache, ma può anche presentarsi in persone senza malattie cardiache note.

Patologie endocrine associate alla fibrillazione atriale

Alcune malattie delle ghiandole endocrine possono comparire insieme alla FA e complicarne il trattamento. Tra queste ci sono:

  • Patologie della tiroide
  • Diabete mellito e obesità
  • Deficit di vitamina D
  • Iperaldosteronismo primario

Fibrillazione atriale e malattie della tiroide

Gli ormoni prodotti dalla tiroide influenzano il cuore in vari modi. Essi agiscono direttamente sulle cellule cardiache aumentando la forza e la velocità delle contrazioni, e indirettamente stimolano sistemi che regolano la pressione e il battito cardiaco. Nei pazienti con ipertiroidismo (ad esempio nella malattia di Graves o in altre forme di tiroide troppo attiva), la FA si presenta in circa il 13-14% dei casi. Nei pazienti con ipotiroidismo (tiroide poco attiva), la FA è meno comune, ma può svilupparsi a causa di cambiamenti nel cuore e nei vasi sanguigni, come aumento della massa del ventricolo sinistro e pressione alta.

Fibrillazione atriale e iperaldosteronismo primario

L'iperaldosteronismo primario è una condizione in cui il corpo produce troppo aldosterone, un ormone che aumenta la pressione sanguigna. Questa situazione può causare cambiamenti nel cuore, come un aumento dello spessore del ventricolo sinistro, fibrosi (formazione di tessuto cicatriziale) e alterazioni elettriche che favoriscono la comparsa della FA. Le persone con questa condizione hanno un rischio di FA circa 12 volte superiore rispetto a chi ha solo ipertensione essenziale. Inoltre, circa il 5% dei pazienti con FA di nuova diagnosi può avere un iperaldosteronismo non riconosciuto. L'uso di farmaci che bloccano l'azione dell'aldosterone può ridurre gli episodi di FA in questi pazienti.

Fibrillazione atriale e vitamina D

La vitamina D, oltre al suo ruolo nelle ossa, influisce anche sul sistema cardiovascolare. Una carenza di vitamina D (livelli inferiori a 20 ng/ml) è legata a un aumento del rischio di infarto, insufficienza cardiaca e ictus. Studi recenti mostrano che la carenza di vitamina D è frequente in pazienti con FA di nuova insorgenza (circa il 67%). La mancanza di vitamina D può aumentare l'attività del sistema nervoso simpatico e di altri sistemi che regolano la pressione, oltre a favorire uno stato infiammatorio e cambiamenti nel tessuto cardiaco che facilitano la FA.

Fibrillazione atriale, diabete e obesità ("diabesità")

Il termine "diabesità" indica la stretta relazione tra il diabete di tipo 2 e l'obesità. In Italia, oltre un terzo della popolazione è in sovrappeso e circa il 10% è obesa; inoltre, circa il 5,5% ha il diabete. La presenza di diabete e obesità aumenta il rischio di sviluppare FA del 30-40% rispetto alla popolazione generale. Ogni aumento dell'indice di massa corporea (IMC) incrementa il rischio del 4-5%. Il rischio è maggiore con una lunga durata del diabete e un cattivo controllo dello zucchero nel sangue. Le cause includono resistenza all'insulina, infiammazione, danni ai nervi che controllano il cuore e problemi cardiaci legati al diabete. Inoltre, l'aumento del grasso intorno al cuore (grasso epicardico) è un fattore che favorisce la FA, probabilmente perché stimola la formazione di tessuto cicatriziale e infiammazione nel cuore.

In conclusione

La fibrillazione atriale è una condizione complessa che può essere influenzata da diverse malattie endocrine. Problemi alla tiroide, eccesso di aldosterone, carenza di vitamina D, diabete e obesità possono aumentare il rischio e complicare la gestione della FA. Conoscere queste relazioni aiuta a comprendere meglio la malattia e a seguire un percorso di cura più completo e sicuro.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Letizia

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