CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 18/05/2016 Lettura: ~2 min

L’obesità e il rischio di sanguinamento nei pazienti trattati con anticoagulanti

Fonte
J Am Coll Cardiol. April 05, 2016, 67(13_S):798-798 doi:10.1016/S0735-1097(16)30799-9 Xu et al.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Urbinati Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

Questo testo spiega come il peso corporeo possa influenzare il rischio di sanguinamento in persone che assumono farmaci anticoagulanti. Questi farmaci aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue ma possono anche aumentare il rischio di sanguinamenti. Capire il ruolo del peso aiuta a gestire meglio la sicurezza di questi trattamenti.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori ha osservato per un anno 971 pazienti che assumevano due tipi di anticoagulanti: i NAO (Nuovi Anticoagulanti Orali) e gli AVK (Antagonisti della Vitamina K). L'età media dei pazienti era di 69 anni e il peso medio di 82 kg. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi in base al peso:

  • sottopeso: meno di 65 kg
  • normopeso: tra 65 e 100 kg
  • obesi: più di 100 kg

Risultati principali

  • Nei pazienti sottopeso, il rischio di sanguinamenti gravi era più alto con i NAO rispetto agli AVK (5,4% contro 1,5%).
  • Nei pazienti normopeso e sovrappeso, il rischio di sanguinamenti maggiori tendeva a essere più alto con gli AVK rispetto ai NAO, anche se questa differenza non era statisticamente significativa.
  • Tra i pazienti normopeso, gli AVK erano associati a un aumento significativo dei sanguinamenti cerebrali e degli ictus ischemici.
  • Nei pazienti obesi, gli AVK erano legati a un aumento dei sanguinamenti cerebrali e genitourinari (cioè nelle vie urinarie e genitali).
  • In generale, i NAO sembrano aumentare il rischio di sanguinamenti nei pazienti sottopeso, ma potrebbero essere più sicuri nei pazienti obesi, riducendo le emorragie maggiori.

Perché è importante

Questo studio mostra che il peso corporeo può influenzare il rischio di sanguinamento nei pazienti che assumono anticoagulanti. Finora, il peso non era considerato nei sistemi che valutano questo rischio. Questi risultati suggeriscono che sarebbe utile tenere conto del peso per scegliere e gestire meglio il trattamento anticoagulante.

In conclusione

Il peso del paziente è un fattore importante nel rischio di sanguinamento durante il trattamento con anticoagulanti. I pazienti sottopeso possono avere un rischio maggiore con i NAO, mentre nei pazienti obesi i NAO potrebbero essere più sicuri rispetto agli AVK. Considerare il peso aiuta a personalizzare la cura e a migliorare la sicurezza del trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Urbinati

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA