Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha osservato per un anno 971 pazienti che assumevano due tipi di anticoagulanti: i NAO (Nuovi Anticoagulanti Orali) e gli AVK (Antagonisti della Vitamina K). L'età media dei pazienti era di 69 anni e il peso medio di 82 kg. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi in base al peso:
- sottopeso: meno di 65 kg
- normopeso: tra 65 e 100 kg
- obesi: più di 100 kg
Risultati principali
- Nei pazienti sottopeso, il rischio di sanguinamenti gravi era più alto con i NAO rispetto agli AVK (5,4% contro 1,5%).
- Nei pazienti normopeso e sovrappeso, il rischio di sanguinamenti maggiori tendeva a essere più alto con gli AVK rispetto ai NAO, anche se questa differenza non era statisticamente significativa.
- Tra i pazienti normopeso, gli AVK erano associati a un aumento significativo dei sanguinamenti cerebrali e degli ictus ischemici.
- Nei pazienti obesi, gli AVK erano legati a un aumento dei sanguinamenti cerebrali e genitourinari (cioè nelle vie urinarie e genitali).
- In generale, i NAO sembrano aumentare il rischio di sanguinamenti nei pazienti sottopeso, ma potrebbero essere più sicuri nei pazienti obesi, riducendo le emorragie maggiori.
Perché è importante
Questo studio mostra che il peso corporeo può influenzare il rischio di sanguinamento nei pazienti che assumono anticoagulanti. Finora, il peso non era considerato nei sistemi che valutano questo rischio. Questi risultati suggeriscono che sarebbe utile tenere conto del peso per scegliere e gestire meglio il trattamento anticoagulante.
In conclusione
Il peso del paziente è un fattore importante nel rischio di sanguinamento durante il trattamento con anticoagulanti. I pazienti sottopeso possono avere un rischio maggiore con i NAO, mentre nei pazienti obesi i NAO potrebbero essere più sicuri rispetto agli AVK. Considerare il peso aiuta a personalizzare la cura e a migliorare la sicurezza del trattamento.