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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/06/2016 Lettura: ~2 min

Il sottopeso aumenta il rischio di morte dopo un infarto, anche senza altre malattie

Fonte
Studio coordinato da Emily M. Bucholz della Yale School of Medicine, pubblicato su PLOS Medicine (http://dx.doi.org/10.1371/journal.pmed.1001998)

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Essere sottopeso può influire negativamente sulla sopravvivenza dopo un infarto al cuore. Questo è vero anche quando non ci sono altre malattie importanti. Qui spieghiamo cosa significa e cosa hanno scoperto i ricercatori.

Che cosa significa essere sottopeso dopo un infarto

Essere sottopeso significa avere un peso corporeo inferiore rispetto a quello considerato normale per la propria altezza. Questo può essere misurato con l'indice di massa corporea (BMI), che mette in relazione peso e altezza.

I ricercatori hanno studiato come il sottopeso influisce sul rischio di morte dopo un infarto miocardico acuto, cioè un attacco cardiaco improvviso.

Cosa hanno studiato i ricercatori

Un gruppo di scienziati della Yale School of Medicine ha analizzato i dati di oltre 57.000 pazienti ricoverati per infarto tra il 1994 e il 1996. Tra questi, circa il 10% erano sottopeso e il restante 90% aveva un peso normale.

Hanno seguito questi pazienti per 17 anni per capire come il peso influenzasse la loro sopravvivenza.

Risultati principali

  • I pazienti sottopeso erano in media più anziani e avevano più spesso altre malattie o una condizione di fragilità.
  • La mortalità era più alta nei pazienti sottopeso rispetto a quelli con peso normale, sia a breve termine (30 giorni) che a lungo termine (fino a 17 anni).
  • Per esempio, dopo 30 giorni, il 25,2% dei sottopeso è deceduto, contro il 16,4% dei pazienti con peso normale.
  • Anche senza altre malattie importanti, i pazienti sottopeso avevano un rischio maggiore di morte nel lungo periodo.
  • Il rischio di morte aumentava con un BMI molto basso, cioè con un peso molto inferiore alla norma.

Come interpretare questi dati

Questi risultati mostrano che il sottopeso è un fattore di rischio indipendente, cioè che da solo può aumentare la probabilità di morte dopo un infarto, anche se non ci sono altre malattie o condizioni di fragilità.

Questo significa che mantenere un peso adeguato è importante per la salute del cuore e per la sopravvivenza dopo un evento cardiaco.

In conclusione

Essere sottopeso aumenta il rischio di morte dopo un infarto, sia a breve che a lungo termine. Questo rischio è presente anche in assenza di altre malattie importanti. Prendersi cura del proprio peso e della propria salute è quindi fondamentale per migliorare le probabilità di guarigione e sopravvivenza.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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