Che cos'è il TMAO?
Il TMAO (trimetilammina-N-ossido) è una sostanza prodotta nel nostro corpo dalla trasformazione di un componente chiamato fosfatidilcolina, presente in alcuni alimenti, grazie all'azione dei batteri che vivono nell'intestino.
Il legame tra TMAO e malattia coronarica
Uno studio ha esaminato 353 persone con malattia coronarica stabile, cioè con problemi alle arterie del cuore, ma senza sintomi acuti. Questi pazienti sono stati valutati tra il 2012 e il 2014.
Nei loro campioni di sangue, prelevati a digiuno, è stato misurato il livello di TMAO usando una tecnica precisa chiamata spettrometria di massa.
Valutazione della malattia coronarica
Per capire quanto fosse grave la malattia, è stato usato un punteggio chiamato SYNTAX, che valuta la complessità e l'estensione delle lesioni nelle arterie coronarie osservate con un esame chiamato coronarografia.
I risultati hanno mostrato che:
- La maggior parte dei pazienti (circa l'82%) aveva un punteggio SYNTAX basso, indicando una malattia meno complessa.
- Livelli più alti di TMAO nel sangue erano associati a un punteggio SYNTAX più alto, cioè a una malattia più estesa o complessa.
Altri parametri analizzati
Lo studio ha anche misurato la troponina T cardiaca ad alta sensibilità (TNTas), un indicatore di danno al muscolo cardiaco, anche se non sempre evidente. Inizialmente, i livelli di TMAO sembravano correlati anche con questo indicatore, ma dopo aver considerato altri fattori come l'età, il peso, i farmaci assunti, la funzione dei reni e l'infiammazione, questa relazione non è risultata indipendente.
Cosa significa questo studio?
I risultati suggeriscono che livelli più alti di TMAO nel sangue sono legati a una maggiore quantità di aterosclerosi, cioè accumulo di placche nelle arterie del cuore, in persone con malattia coronarica.
Questo legame rimane valido anche dopo aver considerato altri fattori di rischio e condizioni mediche.
In conclusione
Il TMAO, una sostanza prodotta dai batteri intestinali, è associato a un aumento del carico di aterosclerosi nelle arterie coronarie. Questo può aiutare a comprendere meglio i meccanismi della malattia cardiaca e potrebbe essere utile per future ricerche.