Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 92 pazienti con cardiomiopatia ipertrofica (CMI) che hanno subito interventi chirurgici non cardiaci a rischio medio-alto. Questi pazienti sono stati confrontati con 184 pazienti senza CMI, scelti in modo da avere caratteristiche simili come età, sesso e tipo di intervento.
Cosa è stato misurato
Si è osservato un insieme di eventi importanti che possono succedere entro 30 giorni dall'intervento, chiamati endpoint composito. Questi includono:
- morte entro 30 giorni dall'intervento
- infarto del miocardio (attacco di cuore)
- ictus
- scompenso cardiaco congestizio (quando il cuore non riesce a pompare bene il sangue)
- ricovero in ospedale entro 30 giorni
Inoltre, è stata valutata la comparsa di fibrillazione atriale post-operatoria, un tipo di aritmia cardiaca.
Risultati principali
- I pazienti con CMI hanno avuto meno episodi di ipotensione (pressione bassa) e tachicardia (battito cardiaco accelerato) durante l'intervento rispetto a quelli senza CMI.
- Entro 30 giorni dall'intervento, il 15% dei pazienti ha avuto almeno uno degli eventi importanti considerati.
- La mortalità, gli infarti e gli ictus erano molto bassi nei pazienti con CMI, intorno al 5%.
- Tuttavia, una percentuale più alta di pazienti con CMI ha avuto eventi importanti rispetto a quelli senza CMI (22% contro 12%).
- Fattori come la chirurgia ad alto rischio, l'anestesia ad alto rischio e la durata di ipotensione durante l'intervento erano collegati a un maggior rischio di eventi negativi entro 30 giorni.
In conclusione
Lo studio mostra che i pazienti con cardiomiopatia ipertrofica che affrontano interventi chirurgici non cardiaci hanno un rischio maggiore di complicazioni rispetto a chi non ha questa condizione. Tuttavia, la mortalità e gli eventi gravi come infarto o ictus rimangono bassi. Alcuni fattori legati all'intervento e all'anestesia possono aumentare questo rischio.