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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/06/2016 Lettura: ~2 min

Il rischio di embolia nella fibrillazione atriale parossistica e permanente

Fonte
Gavesan AN et al. Eur Heart J 2016; 37: 1591-1602.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Urbinati Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può presentarsi in forme diverse. Questo testo chiarisce se il rischio di embolia, cioè la formazione di coaguli che possono causare ictus, è uguale nelle due forme principali: quella parossistica e quella permanente.

Che cos'è la fibrillazione atriale parossistica e permanente?

La fibrillazione atriale (FA) è un'alterazione del battito del cuore. Può essere:

  • Parossistica: quando gli episodi si presentano e poi si risolvono da soli;
  • Permanente: quando la fibrillazione è continua e non si risolve.

Il rischio di embolia nelle due forme

Uno studio australiano ha analizzato i dati di circa 100.000 pazienti con fibrillazione atriale, confrontando il rischio di ictus (causato da coaguli di sangue) tra chi ha la forma parossistica e chi quella permanente.

  • Chi ha la fibrillazione atriale permanente ha un rischio più alto di ictus rispetto a chi ha la forma parossistica.
  • Questo rischio è ancora maggiore nei pazienti che non assumono farmaci anticoagulanti.
  • Inoltre, la fibrillazione atriale permanente è associata a un aumento della mortalità per tutte le cause.

Cosa significa questo per i pazienti?

La fibrillazione atriale parossistica non è uguale per tutti: alcuni pazienti possono evolvere verso la forma permanente, mentre altri no. Questo rende importante un attento monitoraggio.

La forma permanente, oltre a un rischio maggiore di embolia, indica spesso la presenza di altre condizioni di salute più gravi.

In conclusione

La fibrillazione atriale permanente comporta un rischio più elevato di ictus e mortalità rispetto alla forma parossistica. È importante riconoscere che la forma parossistica può variare molto da persona a persona. Questi dati aiutano a comprendere meglio il rischio associato a ciascuna forma e sottolineano l'importanza di una valutazione personalizzata.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Urbinati

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