Che cosa è stato studiato
Lo studio EXAMINE ha coinvolto 5.380 pazienti con diabete di tipo 2 che avevano avuto da 15 a 90 giorni prima un problema cardiaco chiamato sindrome coronarica acuta, che include eventi come infarto o angina. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto il farmaco Alogliptin, l'altro un placebo (una sostanza senza effetto).
Quali eventi sono stati osservati
Durante lo studio sono stati monitorati i seguenti eventi:
- Morte cardiovascolare (morte causata da problemi al cuore o ai vasi sanguigni);
- Infarto miocardico (attacco di cuore);
- Ictus (problema al cervello causato da mancanza di sangue);
- Scompenso cardiaco (quando il cuore non pompa bene il sangue, con ricovero in ospedale);
- Angina instabile (dolore al petto causato da problemi di circolazione, con ricovero in ospedale).
Risultati principali
I tassi di morte per problemi cardiaci sono stati simili tra chi ha preso Alogliptin (4,1%) e chi il placebo (4,9%).
Un totale di 736 pazienti (circa il 14%) ha avuto almeno un evento cardiaco non fatale. Il rischio di morire dopo uno di questi eventi era molto più alto rispetto a chi non aveva avuto eventi:
- Dopo un infarto, il rischio di morte era circa 3 volte più alto;
- Dopo uno scompenso cardiaco, il rischio era quasi 5 volte più alto;
- Dopo un ictus, il rischio era circa 3 volte più alto;
- Dopo angina instabile, il rischio era un po’ più alto, ma non in modo significativo.
Il rischio di morte dopo questi eventi era simile tra i due gruppi di trattamento.
In conclusione
Nei pazienti con diabete di tipo 2 e problemi cardiaci recenti, il rischio di morte legata al cuore aumenta molto dopo aver avuto un evento cardiaco non fatale, soprattutto dopo uno scompenso cardiaco. Il farmaco Alogliptin non ha mostrato differenze significative rispetto al placebo nel modificare questo rischio.