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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/07/2016 Lettura: ~2 min

Ablazione della tachicardia ventricolare rispetto all’aumento della terapia farmacologica antiaritmica

Fonte
N Engl J Med. 2016 Jul 14;375(2):111-21. doi: 10.1056/NEJMoa1513614. Epub 2016 May 5. Sapp JL.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefania Zannoni Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La tachicardia ventricolare è un tipo di aritmia cardiaca che può comparire frequentemente in persone che hanno avuto un infarto e portano un defibrillatore impiantabile. Questo studio confronta due modi per gestire questa condizione: l’ablazione, una procedura medica, e l’aumento dei farmaci antiaritmici. L’obiettivo è capire quale approccio sia più efficace e sicuro.

Che cos’è la tachicardia ventricolare e chi sono i pazienti coinvolti

La tachicardia ventricolare è un battito cardiaco molto rapido che origina dalla parte inferiore del cuore. Può essere pericolosa e spesso si verifica in persone che hanno avuto un infarto miocardico e che portano un defibrillatore impiantabile (ICD), un dispositivo che aiuta a controllare le aritmie.

Lo studio e i trattamenti confrontati

Lo studio ha coinvolto pazienti con cardiomiopatia ischemica (una malattia del muscolo cardiaco causata da problemi di circolazione) e ICD, che continuavano ad avere episodi di tachicardia ventricolare nonostante l’uso di farmaci antiaritmici.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • Gruppo ablazione: hanno ricevuto una procedura chiamata ablazione transcatetere, che mira a eliminare le aree del cuore che causano l’aritmia, mantenendo i farmaci di base.
  • Gruppo intensificazione della terapia farmacologica: hanno ricevuto un aumento o un cambiamento dei farmaci antiaritmici, come l’inizio o l’aumento della dose di amiodarone o l’aggiunta di mexiletina.

Risultati principali

L’obiettivo principale dello studio era valutare un insieme di eventi gravi, tra cui:

  • morte;
  • tre o più episodi di tachicardia ventricolare in 24 ore (chiamata tempesta aritmica);
  • scosse appropriate del defibrillatore.

Dopo circa 28 mesi di osservazione, questi eventi si sono verificati nel:

  • 59,1% dei pazienti nel gruppo ablazione;
  • 68,5% dei pazienti nel gruppo con aumento della terapia farmacologica.

Questo significa che il gruppo che ha fatto l’ablazione ha avuto meno eventi gravi.

Non ci sono state differenze significative nella mortalità tra i due gruppi.

Effetti collaterali e rischi

Nel gruppo ablazione si sono verificati:

  • due casi di perforazione cardiaca;
  • tre casi di sanguinamento importante.

Nel gruppo con aumento dei farmaci si sono osservati:

  • due morti dovute a effetti tossici polmonari;
  • un decesso per problemi al fegato.

In conclusione

Nei pazienti con problemi cardiaci e defibrillatore che continuano ad avere tachicardia ventricolare nonostante i farmaci, l’ablazione transcatetere ha mostrato un beneficio nel ridurre eventi gravi rispetto all’aumento della terapia farmacologica. Entrambi i trattamenti presentano rischi, ma l’ablazione può essere considerata un’opzione efficace per gestire questa condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefania Zannoni

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