Che cos'è la fibrillazione atriale
La fibrillazione atriale (FA) è l'aritmia sostenuta più comune, cioè un ritmo cardiaco irregolare e spesso rapido. Questa condizione può aumentare il rischio di problemi seri come l'ictus e la morte. La sua frequenza cresce con l'età: è rara sotto i 50 anni e più comune dopo gli 80 anni.
Fibrillazione atriale e problemi alla tiroide
Gli ormoni prodotti dalla tiroide influenzano il cuore in vari modi, ad esempio aumentando la forza e la velocità delle contrazioni cardiache e modificando i vasi sanguigni. Quando la tiroide produce troppo ormone (ipertiroidismo), la fibrillazione atriale si presenta in circa il 13-14% dei casi. Quando invece la tiroide funziona poco (ipotiroidismo), la FA è meno comune, ma può comunque comparire a causa di cambiamenti nella struttura e nella funzione del cuore.
Fibrillazione atriale e iperaldosteronismo primario
L'iperaldosteronismo primario è una condizione in cui il corpo produce troppo aldosterone, un ormone che regola la pressione sanguigna. Questo porta a modifiche nel cuore e nei vasi sanguigni, come un aumento dello spessore del ventricolo sinistro e fibrosi (formazione di tessuto cicatriziale). Chi ha questa condizione ha un rischio circa 12 volte maggiore di sviluppare FA rispetto a chi ha solo ipertensione. La fibrosi nel cuore può disturbare la normale conduzione elettrica, favorendo l’aritmia.
L’uso di farmaci che bloccano l’azione dell’aldosterone, come lo spironolattone, può aiutare a ridurre gli episodi di FA in questi pazienti.
Fibrillazione atriale e vitamina D
La vitamina D, oltre a essere importante per le ossa, aiuta a regolare la pressione sanguigna e l’infiammazione. Una carenza di vitamina D è stata associata a un aumento del rischio di infarto, insufficienza cardiaca e ictus. Studi recenti mostrano che molte persone con FA hanno livelli bassi di vitamina D.
La mancanza di vitamina D può aumentare l’attività del sistema nervoso simpatico e di altri sistemi che regolano la pressione, oltre a favorire uno stato infiammatorio e la formazione di tessuto fibroso nel cuore, tutti fattori che possono contribuire alla FA.
Fibrillazione atriale, diabete e obesità (diabesità)
Il termine diabesità indica la stretta relazione tra diabete di tipo 2 e obesità. In Italia, molte persone sono in sovrappeso o obese, e una parte significativa ha il diabete. Chi ha diabete e sovrappeso ha un rischio più alto di problemi cardiovascolari e di morte.
Le persone con diabete hanno un rischio aumentato del 30-40% di sviluppare FA rispetto alla popolazione generale. Questo rischio cresce con la durata del diabete e con un cattivo controllo dello zucchero nel sangue.
Le cause possono essere diverse, tra cui:
- resistenza all’insulina;
- infiammazione cronica;
- danni ai nervi che controllano il cuore;
- modifiche nell’attività elettrica del cuore;
- malattie cardiache causate dal diabete.
Inoltre, l’aumento del grasso intorno al cuore, chiamato grasso epicardico, è legato a un maggior rischio e gravità di FA. Questo grasso può favorire la formazione di tessuto cicatriziale nel cuore, che altera la conduzione elettrica e contribuisce all’aritmia.
In conclusione
La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco comune e serio, che può essere influenzato da diverse malattie legate agli ormoni e al metabolismo. Problemi alla tiroide, iperaldosteronismo primario, carenza di vitamina D, diabete e obesità sono condizioni che possono aumentare il rischio di sviluppare FA e complicarne la gestione. Conoscere queste associazioni aiuta a comprendere meglio la malattia e il suo trattamento.