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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/08/2016 Lettura: ~3 min

Telecardiologia e gestione della fibrillazione atriale

Fonte
Renato Pietro Ricci, MD, UOC Cardiologia, Ospedale San Filippo Neri, Roma

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Renato Pietro Ricci Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1160 Sezione: 42

Introduzione

La fibrillazione atriale è un'aritmia cardiaca comune che spesso non dà sintomi ma può aumentare il rischio di ictus e altri problemi seri. La telecardiologia, cioè il monitoraggio a distanza del cuore, permette di riconoscere precocemente questa condizione silente e intervenire in modo tempestivo per proteggere la salute.

Che cos’è la fibrillazione atriale e perché è importante riconoscerla presto

Fibrillazione atriale (FA) è un tipo di battito cardiaco irregolare molto frequente, soprattutto con l’età. Colpisce più del 10% delle persone sopra gli 80 anni. Spesso la FA non causa sintomi, cioè è "silente" in oltre l’80% dei casi. Anche senza sintomi, però, la FA aumenta il rischio di problemi seri come ictus, insufficienza cardiaca e mortalità.

Rischio di ictus nella fibrillazione atriale

La FA aumenta circa 5 volte il rischio di ictus, indipendentemente dal tipo di FA (temporanea o permanente). Circa il 20% degli ictus ischemici è causato dalla FA. Riconoscere la FA silente è difficile perché i controlli tradizionali spesso non la rilevano, soprattutto se la durata degli episodi è breve.

Come si diagnostica la FA silente

Gli esami comuni, come l’elettrocardiogramma (ECG) o il monitoraggio Holter per pochi giorni, spesso non trovano la FA silente. Il metodo più affidabile è la registrazione continua del battito cardiaco, che si può fare con dispositivi esterni per brevi periodi o con dispositivi impiantati sotto la pelle, come loop recorder, pacemaker o defibrillatori.

FA e ictus criptogenetico

In alcuni pazienti che hanno avuto un ictus senza una causa chiara (chiamato "ictus criptogenetico"), si trova spesso la FA silente. Studi con dispositivi impiantabili hanno mostrato che circa il 9% di questi pazienti ha FA dopo 6 mesi e il 30% dopo 3 anni.

Durata degli episodi di FA e rischio di ictus

Anche episodi brevi di FA (più di 5 minuti) aumentano il rischio di ictus. Studi importanti hanno cercato di capire da quanto tempo deve durare un episodio per giustificare una terapia anticoagulante, cioè un trattamento che previene la formazione di coaguli nel sangue. Non c’è ancora un consenso preciso, ma si sa che episodi più lunghi (oltre 1 ora) aumentano maggiormente il rischio. Per decidere il trattamento si usa anche un sistema di punteggio che valuta il rischio individuale di ictus (come il punteggio CHADS2VASc).

Relazione nel tempo tra FA e ictus

Spesso la FA non è presente proprio al momento dell’ictus, ma può essere rilevata nei giorni prima o dopo l’evento. Questo rende difficile capire esattamente come la FA provochi l’ictus. Per questo motivo, se un paziente ha un alto rischio e ha avuto FA, è importante continuare la terapia anticoagulante anche se non si vedono episodi di FA nel monitoraggio.

Vantaggi del monitoraggio remoto

Il monitoraggio a distanza permette di scoprire la FA silente molto presto. Questo consente di intervenire rapidamente con modifiche della terapia o trattamenti specifici per prevenire complicazioni. In particolare, iniziare presto una terapia anticoagulante può ridurre il rischio di ictus del 18% in due anni. Inoltre, il monitoraggio remoto riduce del 66% le ospedalizzazioni per ictus e problemi del ritmo cardiaco. Nelle linee guida più recenti, il monitoraggio remoto è fortemente raccomandato per tutti i pazienti con dispositivi cardiaci impiantabili.

In conclusione

La fibrillazione atriale spesso non dà sintomi ma comporta un rischio significativo di ictus e altre complicazioni. Riconoscerla precocemente, soprattutto grazie al monitoraggio remoto, è fondamentale per prevenire eventi gravi. Una strategia sistematica per individuare la FA silente è raccomandata per proteggere la salute e ridurre il rischio di ictus.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Renato Pietro Ricci

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