Che cos'è la fibrillazione atriale e perché è importante
La fibrillazione atriale (FA) è un problema del ritmo cardiaco che interessa circa l'1% della popolazione e diventa più frequente con l'età. È importante perché è la prima causa di ictus e può contribuire anche a problemi come la demenza e l'insufficienza cardiaca. Inoltre, aumenta il rischio di morte.
Principali novità delle Linee Guida ESC 2016
- Screening precoce: Si raccomanda di cercare attivamente la fibrillazione atriale anche quando non ci sono sintomi, perché molti casi sfuggono alla diagnosi e senza trattamento il rischio di complicazioni è alto.
- Monitoraggio dei pazienti con dispositivi cardiaci: Alcune persone con pacemaker o defibrillatori possono avere episodi di battito cardiaco molto veloce (AHRE) che potrebbero indicare fibrillazione atriale; sono in corso studi per capire come gestire questi casi.
- Ruolo della FA negli ictus di origine sconosciuta: In alcuni casi di ictus senza causa chiara, un monitoraggio prolungato del cuore può rivelare una fibrillazione atriale non diagnosticata.
- Definizioni semplificate: La FA viene classificata in tre tipi:
- Parossistica: dura meno di 7 giorni e si risolve spontaneamente o con trattamento.
- Persistente: dura più di 7 giorni e richiede intervento.
- Permanente: quando non si tenta più di ripristinare il ritmo normale.
- Scelta della terapia anticoagulante: Si valuta in base al punteggio CHADSVASc, che indica il rischio di ictus. Il trattamento è raccomandato soprattutto se il punteggio è superiore a 2, mentre non è indicato se è 0 (o 1 nelle donne).
- Valutazione del rischio di sanguinamento: Il rischio di emorragie va considerato per correggere i fattori modificabili, ma non deve impedire la terapia anticoagulante quando indicata.
- Preferenza per i nuovi anticoagulanti orali (NAO): Nei pazienti che iniziano la terapia si consiglia di usare i NAO, che sono più sicuri e facili da gestire rispetto al warfarin.
- Continuità della terapia con warfarin: Se il paziente è già ben controllato con warfarin, si può continuare questo trattamento.
- Non usare l'aspirina da sola: L'aspirina o altri antiaggreganti non sono raccomandati per prevenire l'ictus nella FA, a meno che non ci siano altre condizioni specifiche.
- Interventi sull'auricola sinistra: Anche dopo procedure per chiudere questa parte del cuore, la terapia anticoagulante rimane importante se indicata.
- Gestione dell'anticoagulante dopo un ictus: La terapia non va iniziata subito, ma dopo alcuni giorni, a seconda della gravità e del rischio di sanguinamento.
- Gestione delle emergenze emorragiche: In caso di sanguinamenti gravi, esistono antidoti specifici per alcuni NAO e strategie per ridurre i rischi, da usare con attenzione.
In conclusione
Le Linee Guida ESC 2016 forniscono indicazioni chiare per migliorare la diagnosi e il trattamento della fibrillazione atriale. L'obiettivo principale è ridurre il rischio di ictus e altre complicazioni attraverso uno screening attento e una terapia anticoagulante personalizzata, sicura ed efficace.