CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 19/10/2016 Lettura: ~2 min

Esiti a lungo termine nell'ipertensione polmonare tromboembolica cronica

Fonte
Circulation. 2016 Mar 1;133(9):859-71. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.115.016522. Epub 2016 Jan 29. M Delcroix.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Besmir Nreu Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'ipertensione polmonare tromboembolica cronica è una condizione rara che può seguire un'embolia polmonare. Questo studio ha valutato come vivono a lungo termine i pazienti con questa malattia, confrontando chi ha subito un intervento chirurgico con chi invece ha ricevuto solo cure mediche.

Che cos'è l'ipertensione polmonare tromboembolica cronica (CTEPH)

La CTEPH è una malattia rara che si sviluppa dopo un'embolia polmonare acuta. In questa condizione, alcune arterie polmonari si bloccano a causa di coaguli di sangue che diventano fibrosi (cioè si induriscono) e si uniscono a danni nei piccoli vasi sanguigni dei polmoni.

Questa situazione può causare un aumento della pressione nelle arterie polmonari, che mette sotto stress il cuore.

Come si può trattare la CTEPH

  • Intervento chirurgico: l'endoarteriectomia polmonare, un'operazione che rimuove i coaguli e le ostruzioni dalle arterie polmonari.
  • Terapia medica: per i pazienti che non possono essere operati, esistono farmaci mirati a migliorare la funzione del cuore e dei polmoni.

Lo studio e i suoi risultati

Un registro europeo ha raccolto dati su 679 pazienti con CTEPH, di cui 404 sono stati operati e 275 non operati. Lo studio ha seguito questi pazienti per valutare la loro sopravvivenza nel tempo.

  • La sopravvivenza a 1, 2 e 3 anni era più alta nei pazienti operati (rispettivamente 93%, 91% e 89%) rispetto a quelli non operati (88%, 79% e 70%).
  • La terapia medica per l'ipertensione polmonare non ha mostrato un effetto significativo sulla sopravvivenza in entrambi i gruppi.
  • La gravità dei sintomi, valutata con la classificazione della New York Heart Association (NYHA), era un importante indicatore di rischio di morte. In particolare, i pazienti con sintomi più gravi (classe IV) avevano un rischio più alto.
  • Altri fattori che aumentavano il rischio di mortalità erano la pressione elevata nel ventricolo destro del cuore e una storia di cancro.

Limiti dello studio

  • Non è stato possibile confrontare direttamente i risultati dell'intervento chirurgico con quelli della terapia medica, perché i pazienti erano diversi tra loro.
  • Alcuni eventi importanti, come l'ictus, non sono stati registrati, quindi non si conosce il loro impatto sulla sopravvivenza.

In conclusione

Questo studio mostra che i pazienti con CTEPH che vengono operati con l'endoarteriectomia polmonare hanno un rischio di morte significativamente più basso rispetto a chi non viene operato.

Per questo motivo, è importante che un team esperto valuti attentamente ogni paziente per decidere se l'intervento chirurgico è possibile, prima di considerare solo la terapia medica.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Besmir Nreu

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA