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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/01/2017 Lettura: ~3 min

Quando aggiungere una terapia per abbassare il colesterolo diversa dalle statine: un metodo basato sui numeri

Fonte
J Am Coll Cardiol 2016;68:2412-2421 - Robinson JG.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice quando può essere utile aggiungere un trattamento diverso dalle statine per ridurre il colesterolo LDL, che è il cosiddetto "colesterolo cattivo". L'obiettivo è capire meglio chi può trarne beneficio, considerando il rischio di malattie cardiovascolari e l'efficacia dei farmaci.

Che cosa significa rischio cardiovascolare e colesterolo LDL

Il rischio cardiovascolare indica la probabilità che una persona sviluppi malattie del cuore o dei vasi sanguigni nei prossimi 10 anni. Questo rischio può essere alto o molto alto a seconda di vari fattori, come la presenza di malattie già note o altre condizioni di salute.

Il colesterolo LDL è una sostanza grassa nel sangue che, se troppo alta, può causare danni ai vasi sanguigni e aumentare il rischio di malattie cardiache.

Quando considerare terapie diverse dalle statine

Le statine sono farmaci comuni per abbassare il colesterolo LDL. Tuttavia, a volte è necessario aggiungere altri farmaci per migliorare i risultati, soprattutto in persone con un rischio alto o molto alto di malattie cardiovascolari.

Per decidere se aggiungere un altro trattamento, si valuta il Number Needed to Treat (NNT), cioè il numero di persone da trattare per 5 anni per prevenire un evento cardiovascolare in una persona.

Indicazioni basate sul rischio e sui livelli di colesterolo LDL

  • Per chi ha un rischio molto alto (almeno 30% di probabilità di malattia nei 10 anni) e un colesterolo LDL di almeno 130 mg/dl, aggiungere ezetimibe può essere efficace con un NNT di 50 o meno.
  • Per chi ha un rischio alto (tra 20% e 29%) e colesterolo LDL di almeno 190 mg/dl, l'aggiunta di ezetimibe è indicata con un NNT di 50 o meno.
  • Se il colesterolo LDL è ancora più alto (160 mg/dl o più) nei pazienti a rischio molto alto, l’NNT può scendere a 30 o meno con ezetimibe.
  • L’aggiunta di anticorpi monoclonali per PCSK9, che riducono il colesterolo LDL di almeno il 50%, è utile con un NNT di 50 o meno nei pazienti a rischio molto alto e alto con colesterolo LDL di almeno 70 mg/dl.
  • Per livelli di colesterolo LDL di almeno 130 mg/dl, questi anticorpi possono portare a un NNT di 30 o meno nei pazienti a rischio alto o molto alto.

Che cosa significa tutto questo

Questi dati aiutano i medici a decidere quando è conveniente aggiungere un farmaco diverso dalle statine per abbassare il colesterolo LDL, basandosi sul rischio individuale e sui livelli di colesterolo. L’obiettivo è prevenire eventi cardiovascolari in modo efficace e con un buon rapporto tra benefici e costi.

In conclusione

Aggiungere ezetimibe o anticorpi monoclonali per PCSK9 alla terapia con statine può essere utile e conveniente per chi ha un rischio alto o molto alto di malattie cardiovascolari, soprattutto se i livelli di colesterolo LDL rimangono elevati nonostante le statine. Questa scelta si basa su dati che stimano quanti pazienti devono essere trattati per prevenire un evento, aiutando a personalizzare la cura in modo sicuro e efficace.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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