Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha esaminato i dati di oltre 22.000 pazienti in Danimarca che avevano ricevuto uno stent medicato, un piccolo dispositivo inserito nelle arterie del cuore per mantenerle aperte. Tra questi, hanno individuato circa 4.300 persone che, dopo l’impianto dello stent, hanno dovuto fare un intervento di chirurgia generale (cioè non legato al cuore).
Per capire meglio i rischi, questi pazienti sono stati confrontati con un gruppo di oltre 20.000 persone simili, ma senza problemi cardiaci, che avevano fatto lo stesso tipo di intervento chirurgico.
I rischi osservati
Lo studio ha valutato tre eventi importanti entro 30 giorni dall’intervento chirurgico:
- Infarto miocardico (un attacco al cuore)
- Morte cardiaca (morte dovuta a problemi del cuore)
- Mortalità totale (morte per qualsiasi causa)
Risultati principali:
- Nei pazienti con stent, il rischio di infarto era più alto (1,6%) rispetto a chi non aveva problemi cardiaci (0,2%).
- Il rischio di morte cardiaca era anch’esso più alto nei pazienti con stent (1,0%) rispetto al gruppo senza problemi cardiaci (0,2%).
- La mortalità totale invece non era significativamente diversa tra i due gruppi (3,1% contro 2,7%).
Quando il rischio è maggiore
Analizzando il tempo tra l’impianto dello stent e l’intervento chirurgico, è emerso che l’aumento del rischio di infarto e morte cardiaca era significativo solo se l’intervento chirurgico veniva fatto entro il primo mese dopo l’impianto dello stent.
Dopo questo periodo, il rischio non risultava più aumentato in modo significativo.
Cosa significa per i pazienti
Questi risultati suggeriscono che, anche se è meglio evitare interventi chirurgici subito dopo l’impianto di uno stent medicato, potrebbe essere possibile eseguire un intervento con un rischio accettabile prima dei sei mesi che di solito vengono consigliati dalle linee guida mediche.
In conclusione
Se hai ricevuto uno stent medicato, il rischio di problemi cardiaci dopo un intervento chirurgico generale è più alto solo nel primo mese successivo all’impianto. Dopo questo periodo, il rischio torna simile a quello delle persone senza problemi cardiaci. Questo aiuta a capire meglio quando è più sicuro programmare un intervento chirurgico.