Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 835 pazienti con diabete di tipo 2 che erano stati ricoverati in un reparto di cardiologia per uno scompenso cardiaco acuto, cioè un improvviso peggioramento della funzione del cuore.
Cosa è stato osservato
I ricercatori hanno seguito questi pazienti per circa 2,4 anni in media per vedere quanti sono deceduti per qualsiasi causa.
Hanno confrontato due gruppi:
- pazienti trattati con metformina, un farmaco per il diabete;
- pazienti non trattati con metformina.
I risultati hanno mostrato che la mortalità era significativamente più bassa nel gruppo che assumeva metformina. In pratica, meno persone sono morte in questo gruppo rispetto a quello senza metformina.
Come sono stati analizzati i dati
Per valutare la differenza nella sopravvivenza, sono stati usati grafici chiamati Kaplan-Meier, che mostrano come cambia la sopravvivenza nel tempo. Questi grafici hanno evidenziato che la differenza tra i due gruppi è apparsa già nei primi mesi di osservazione e si è mantenuta nel tempo.
Inoltre, un'analisi statistica più complessa, chiamata analisi multivariata, ha confermato che l'associazione tra l'uso di metformina e la riduzione della mortalità è significativa anche tenendo conto di altri fattori che possono influenzare i risultati.
In conclusione
In pazienti con diabete di tipo 2 che hanno avuto uno scompenso cardiaco acuto, l'uso della metformina è associato a una riduzione della mortalità a lungo termine. Questo significa che chi assume metformina tende a vivere più a lungo rispetto a chi non la assume, anche dopo un grave problema al cuore.