Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti dal 1995 al 2014 in tutto il New Jersey, uno stato degli Stati Uniti. Hanno esaminato i casi di ictus ischemico (un tipo di ictus causato da un blocco del flusso di sangue al cervello) e di infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST-T (STEMI), che è una forma grave di attacco cardiaco.
Come sono stati organizzati i dati
I pazienti sono stati divisi in gruppi di età e periodi di tempo per confrontare i cambiamenti nel corso degli anni:
- Gruppi di età: da 35 a 39 anni, 40-44, 45-49, 50-54 e oltre 55 anni.
- Periodi di tempo: 1994-1999, 2000-2004, 2005-2009, 2010-2014.
Cosa è stato osservato
- Il tasso di ictus è più che raddoppiato nei soggetti tra i 35 e i 39 anni dal primo al quarto periodo di studio.
- Un aumento simile è stato notato anche per le fasce di età da 40 a 44, da 45 a 49 e da 50 a 54 anni.
- Al contrario, nelle persone sopra i 55 anni, il numero di ictus è diminuito nel tempo.
- Le persone nate tra il 1945 e il 1954 hanno avuto un rischio di ictus più basso rispetto a chi è nato prima o dopo questo periodo.
- Per quanto riguarda gli infarti STEMI, i casi sono diminuiti in tutte le fasce di età durante gli anni analizzati.
In conclusione
Negli ultimi 20 anni, il rischio di ictus è aumentato in modo significativo nelle persone tra i 35 e i 54 anni, mentre è diminuito nelle persone più anziane. Questo cambiamento evidenzia l'importanza di continuare a studiare e monitorare i fattori che possono influenzare la salute cardiovascolare nelle diverse età.