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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/02/2017 Lettura: ~2 min

Supporto circolatorio meccanico percutaneo rispetto al contropulsatore aortico nello shock cardiogeno dopo infarto

Fonte
Ouweneel DM - J Am Coll Cardiol 2017;69:278-287.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo parla di un confronto tra due dispositivi medici usati per aiutare il cuore a pompare il sangue in situazioni molto gravi, come lo shock cardiogeno dopo un infarto. Lo scopo è capire se uno dei due metodi è più efficace nel salvare vite.

Che cos'è lo shock cardiogeno dopo un infarto?

Lo shock cardiogeno è una condizione grave in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue per soddisfare i bisogni del corpo. Questo può succedere dopo un infarto miocardico acuto, cioè un attacco di cuore. I segni di shock cardiogeno includono una pressione arteriosa molto bassa (sistolica sotto 90 mmHg), la necessità di farmaci per aiutare il cuore o i vasi sanguigni, e spesso è necessario l'uso di una ventilazione meccanica per aiutare a respirare.

I dispositivi confrontati

In uno studio, sono stati messi a confronto due tipi di supporto per il cuore:

  • Supporto circolatorio meccanico percutaneo (pSCM), un dispositivo chiamato Impella CP, che si inserisce attraverso un vaso sanguigno e aiuta il cuore a pompare il sangue.
  • Contropulsatore aortico, un dispositivo tradizionale che aiuta il cuore migliorando il flusso di sangue nelle arterie.

Come è stato fatto lo studio

Lo studio è stato randomizzato (i pazienti sono stati divisi a caso in due gruppi), multicentrico (fatto in diversi ospedali), prospettico (si è seguito il decorso dei pazienti nel tempo) e in aperto (i medici sapevano quale trattamento veniva usato). Sono stati inclusi 48 pazienti con shock cardiogeno grave dopo infarto, tutti con ventilazione meccanica.

Risultati principali

  • La mortalità a 30 giorni è stata simile nei due gruppi: 50% per il contropulsatore aortico e 46% per il supporto meccanico percutaneo.
  • A 6 mesi, la mortalità è stata del 50% in entrambi i gruppi.
  • Non è stata trovata una differenza significativa tra i due trattamenti nel ridurre il rischio di morte.

In conclusione

In pazienti con shock cardiogeno grave dopo un infarto, entrambi i dispositivi studiati hanno mostrato risultati simili riguardo alla sopravvivenza. Il nuovo supporto meccanico percutaneo non ha dimostrato di migliorare la mortalità rispetto al contropulsatore aortico tradizionale in questo studio.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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