Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha confrontato tre tipi di aspirina somministrati a 40 pazienti con diabete di tipo 2. Tutte le forme contenevano la stessa dose di aspirina (325 mg), ma differivano per il modo in cui l’aspirina viene rilasciata nel corpo:
- Aspirina semplice (classica, assorbita rapidamente)
- Aspirina PL2200 (formulazione con lipidi che modifica il rilascio)
- Aspirina a lento rilascio ricoperta, detta "enteric coated" (EC) (rivestita per proteggere lo stomaco e rilasciare l’aspirina più lentamente)
Come è stata valutata l’efficacia
Per capire quanto bene funzionava ogni tipo di aspirina, i ricercatori hanno misurato la quantità di una sostanza chiamata trombossano B2 (TXB2) nel sangue. Il trombossano è un indicatore dell’attività delle piastrine, che sono cellule coinvolte nella formazione dei coaguli. L’aspirina dovrebbe ridurre la produzione di trombossano per prevenire problemi come infarti o ictus.
La resistenza all’aspirina è stata definita come un livello di TXB2 troppo alto anche dopo aver preso l’aspirina, indicando che il farmaco non sta funzionando bene. In particolare, se l’inibizione del TXB2 era inferiore al 99% o se il livello di TXB2 era superiore a 3,1 ng/ml entro 72 ore dall’assunzione di tre dosi consecutive, si considerava che il paziente fosse resistente all’aspirina.
Risultati principali
- La resistenza all’aspirina è stata osservata nel 15,8% dei pazienti che hanno preso aspirina semplice.
- È risultata più bassa, 8,1%, nei pazienti che hanno preso aspirina PL2200.
- Era molto più alta, 52,8%, nei pazienti che hanno preso aspirina enteric coated (EC).
Inoltre, il 56% dei pazienti con aspirina EC aveva livelli di TXB2 superiori a 3,1 ng/ml, mentre solo il 18% e l’11% dei pazienti con aspirina semplice e PL2200 presentavano valori così alti.
Cosa significa tutto questo
Questi dati mostrano che molti pazienti con diabete che assumono aspirina enteric coated non riescono a ottenere una completa riduzione della produzione di trombossano. Questo succede perché questa forma di aspirina viene assorbita meno bene dall’organismo. Di conseguenza, la minore quantità di aspirina disponibile nel sangue può portare a una resistenza al farmaco, cioè a una minore efficacia nel prevenire problemi legati alla coagulazione.
In conclusione
Lo studio evidenzia che, nei pazienti con diabete di tipo 2, la forma di aspirina a rilascio modificato (PL2200) è più efficace nel ridurre l’attività delle piastrine rispetto alla formulazione enteric coated. Questo è importante perché una buona risposta all’aspirina aiuta a prevenire complicazioni cardiovascolari. La scelta della formulazione può quindi influenzare il successo del trattamento.