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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/02/2017 Lettura: ~2 min

Performance del defibrillatore impiantabile sottocutaneo (S-ICD): confronto tra prevenzione primaria e secondaria

Fonte
Lucas V. Boersma - Heart Rhythm, Volume 14, Issue 3, March 2017, Pages 367–375.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il defibrillatore impiantabile sottocutaneo (S-ICD) è un dispositivo che aiuta a prevenire la morte improvvisa causata da problemi al cuore. Questo studio confronta come funziona il S-ICD in due gruppi di pazienti: quelli che lo ricevono per prevenzione primaria, cioè prima che si verifichi un evento grave, e quelli per prevenzione secondaria, cioè dopo un episodio cardiaco. L'obiettivo è capire se il dispositivo è efficace e sicuro in entrambe le situazioni.

Che cos'è il defibrillatore impiantabile sottocutaneo (S-ICD)

Il S-ICD è un dispositivo impiantato sotto la pelle che aiuta a trattare le aritmie cardiache pericolose, cioè battiti irregolari che possono causare la morte improvvisa. A differenza del defibrillatore tradizionale, che viene inserito nelle vene, il S-ICD è posizionato sotto la pelle senza entrare nei vasi sanguigni.

Obiettivo dello studio

Lo studio ha confrontato i risultati clinici di pazienti che hanno ricevuto un S-ICD in due situazioni:

  • Prevenzione primaria (PP): pazienti che non hanno ancora avuto un evento cardiaco grave ma sono a rischio.
  • Prevenzione secondaria (SP): pazienti che hanno già avuto un evento cardiaco e ricevono il dispositivo per evitare che succeda di nuovo.

Chi ha partecipato allo studio

Lo studio ha incluso 856 pazienti di età superiore a 18 anni, seguiti per circa 644 giorni in media. I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • 603 in prevenzione primaria (70,4%)
  • 253 in prevenzione secondaria (29,6%)

Inoltre, tra i pazienti in prevenzione primaria, è stata fatta una distinzione in base alla frazione di eiezione (EF), che misura quanto bene il cuore pompa il sangue:

  • 379 pazienti con EF ≤ 35% (funzione cardiaca ridotta)
  • 149 pazienti con EF > 35% (funzione cardiaca più conservata)

Risultati principali

  • Non sono state trovate differenze significative tra i gruppi PP e SP in termini di mortalità, complicazioni legate al dispositivo, terapie inappropriate o capacità di trattare le aritmie.
  • I pazienti in prevenzione secondaria hanno ricevuto più spesso terapie appropriate dal dispositivo rispetto a quelli in prevenzione primaria (11,9% contro 5,0%).
  • Tra i pazienti in prevenzione primaria, quelli con EF ≤ 35% erano più anziani, avevano più altre malattie e una mortalità più alta (3,0% all'anno contro 0%).
  • Nonostante queste differenze, le complicazioni, l'efficacia nel trattamento delle aritmie e le terapie inappropriate non differivano tra i due sottogruppi di prevenzione primaria.

In conclusione

Il defibrillatore impiantabile sottocutaneo (S-ICD) è una terapia adeguata sia per chi lo riceve in prevenzione primaria sia in prevenzione secondaria per evitare la morte cardiaca improvvisa. Inoltre, nelle persone in prevenzione primaria, le prestazioni del dispositivo non dipendono dalla funzione di pompa del cuore (frazione di eiezione).

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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