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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/03/2017 Lettura: ~2 min

Rischio di fratture ossee nei soggetti con malattia cardiovascolare: nuovi dati dallo studio Medalist

Fonte
Maddaloni E, et al. Acta Diabetol. 2017 Feb 25. doi: 10.1007/s00592-017-0973-2. PMID:28236093.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Ilaria Cavallari Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio recente ha esaminato il legame tra malattia cardiovascolare e rischio di fratture ossee in persone anziane con diabete di tipo 1 da lungo tempo. I risultati aiutano a capire meglio come la salute del cuore possa influire sulla forza delle ossa.

Che cosa significa lo studio Medalist

Lo studio ha coinvolto 985 persone con diabete di tipo 1 da oltre 50 anni, chiamate "Medalists". Questi soggetti sono noti per avere una buona protezione contro le malattie cardiovascolari nonostante la lunga durata del diabete.

Cosa hanno valutato i ricercatori

  • La frequenza di fratture ossee non vertebrali (ad esempio all'anca e al polso).
  • La densità minerale ossea, cioè la quantità di minerali nelle ossa, misurata in diverse parti del corpo: collo del femore, colonna lombare e radio (osso dell'avambraccio).

Risultati principali

  • Le fratture ossee erano rare tra i Medalists: solo lo 0,20% all'anca e lo 0,91% al polso.
  • I valori della densità ossea erano nella norma, indicati dai cosiddetti Z-score.
  • È stata trovata una relazione significativa tra una bassa densità ossea e livelli alti di colesterolo totale, colesterolo LDL (quello "cattivo") e trigliceridi (un tipo di grasso nel sangue).
  • Non c’è stata invece una relazione con i livelli di emoglobina glicata, che indicano il controllo dello zucchero nel sangue.
  • Una bassa densità ossea al collo del femore era associata a una maggiore presenza di malattia cardiovascolare, anche dopo aver considerato altri fattori che possono influenzare il risultato.

Cosa significa per chi ha il diabete di tipo 1

Questi dati suggeriscono che, nelle persone anziane con diabete di tipo 1 da lungo tempo, il rischio di fratture ossee all'anca è più legato alla salute del cuore e ai fattori di rischio cardiovascolare che al solo controllo della glicemia.

In conclusione

Lo studio Medalist mostra che in soggetti con diabete di tipo 1 di lunga durata, la presenza di malattia cardiovascolare può aumentare il rischio di fratture ossee. È importante considerare la salute del cuore anche per proteggere le ossa e ridurre il rischio di fratture.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Ilaria Cavallari

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