Che cosa significa lo studio Medalist
Lo studio ha coinvolto 985 persone con diabete di tipo 1 da oltre 50 anni, chiamate "Medalists". Questi soggetti sono noti per avere una buona protezione contro le malattie cardiovascolari nonostante la lunga durata del diabete.
Cosa hanno valutato i ricercatori
- La frequenza di fratture ossee non vertebrali (ad esempio all'anca e al polso).
- La densità minerale ossea, cioè la quantità di minerali nelle ossa, misurata in diverse parti del corpo: collo del femore, colonna lombare e radio (osso dell'avambraccio).
Risultati principali
- Le fratture ossee erano rare tra i Medalists: solo lo 0,20% all'anca e lo 0,91% al polso.
- I valori della densità ossea erano nella norma, indicati dai cosiddetti Z-score.
- È stata trovata una relazione significativa tra una bassa densità ossea e livelli alti di colesterolo totale, colesterolo LDL (quello "cattivo") e trigliceridi (un tipo di grasso nel sangue).
- Non c’è stata invece una relazione con i livelli di emoglobina glicata, che indicano il controllo dello zucchero nel sangue.
- Una bassa densità ossea al collo del femore era associata a una maggiore presenza di malattia cardiovascolare, anche dopo aver considerato altri fattori che possono influenzare il risultato.
Cosa significa per chi ha il diabete di tipo 1
Questi dati suggeriscono che, nelle persone anziane con diabete di tipo 1 da lungo tempo, il rischio di fratture ossee all'anca è più legato alla salute del cuore e ai fattori di rischio cardiovascolare che al solo controllo della glicemia.
In conclusione
Lo studio Medalist mostra che in soggetti con diabete di tipo 1 di lunga durata, la presenza di malattia cardiovascolare può aumentare il rischio di fratture ossee. È importante considerare la salute del cuore anche per proteggere le ossa e ridurre il rischio di fratture.