Che cos'è lo studio FOURIER
Lo studio ha coinvolto più di 27.000 persone con malattie cardiovascolari causate dall'aterosclerosi, una condizione in cui le arterie si restringono a causa di accumuli di grasso. Tutti i partecipanti erano già in cura con statine, farmaci che aiutano a ridurre il colesterolo.
Cosa ha dimostrato lo studio
- I pazienti che hanno ricevuto Evolocumab, un medicinale che inibisce una proteina chiamata PCSK9, hanno avuto un rischio ridotto del 15% di eventi cardiovascolari come infarto, ictus, morte per cause cardiache, interventi per migliorare il flusso sanguigno al cuore e ricoveri per angina instabile, rispetto a chi ha ricevuto un placebo (un trattamento senza principio attivo).
- Questa riduzione del rischio è stata significativa in tutti i gruppi di pazienti, anche in quelli con livelli di colesterolo LDL più alti o più bassi all'inizio dello studio.
- In particolare, in alcuni pazienti il colesterolo LDL è stato abbassato fino a 22 mg/dL, un valore molto basso.
- Lo studio ha anche mostrato una riduzione del 20% degli eventi più gravi come infarto, ictus o morte cardiovascolare nel gruppo trattato con Evolocumab.
- Analizzando i singoli eventi, il rischio di infarto, ictus e interventi per migliorare il flusso sanguigno al cuore è risultato significativamente più basso nei pazienti che hanno ricevuto Evolocumab.
Come agisce Evolocumab
Evolocumab agisce bloccando la proteina PCSK9, che normalmente riduce la capacità del corpo di eliminare il colesterolo LDL dal sangue. In questo modo, il farmaco aiuta a diminuire i livelli di colesterolo LDL in modo più marcato rispetto alle sole statine.
Nel gruppo trattato, il colesterolo LDL è diminuito in media di 30 mg/dL, contribuendo a ridurre gli eventi cardiovascolari gravi.
In conclusione
Lo studio FOURIER mostra che, aggiungendo Evolocumab alla terapia con statine, è possibile abbassare ulteriormente il colesterolo LDL e ridurre in modo significativo il rischio di eventi cardiovascolari importanti come infarto e ictus. Questi risultati rappresentano un passo avanti nella prevenzione delle malattie cardiache in persone ad alto rischio.