Che cosa ha studiato la ricerca
Lo studio ha coinvolto quasi 2.000 pazienti con un'età media di 63 anni, tutti già in trattamento con statine per ridurre il colesterolo. Questi pazienti avevano avuto problemi cardiaci o circolatori, come infarto o ictus, ma non avevano disturbi mentali o neurologici significativi.
Come è stato condotto lo studio
I partecipanti hanno eseguito diversi test per valutare la memoria, l'attenzione e la velocità di reazione all'inizio dello studio e poi a intervalli regolari fino a quasi 2 anni di osservazione. Lo scopo era capire se l'aggiunta di Evolocumab, un farmaco che abbassa ulteriormente il colesterolo LDL, potesse influenzare queste funzioni cognitive.
Risultati principali
- Non sono state trovate differenze significative nelle capacità cognitive tra chi assumeva Evolocumab e chi riceveva un placebo.
- Nei questionari e nei rapporti di eventi avversi non sono stati segnalati problemi legati alla memoria o ad altre funzioni mentali.
- Anche i pazienti con livelli molto bassi di colesterolo LDL (inferiori a 25 mg/dL) hanno mostrato funzioni cognitive simili a quelli con livelli più alti.
Implicazioni per i pazienti e i medici
Questi risultati aiutano a rassicurare sia i medici che i pazienti sull'uso combinato di Evolocumab e statine. In particolare, dimostrano che è possibile abbassare molto il colesterolo LDL senza preoccupazioni per la memoria o altre capacità mentali.
In conclusione
Lo studio EBBINGHAUS mostra che l'aggiunta di Evolocumab a una terapia con statine non causa perdita di memoria o disturbi cognitivi. I pazienti possono quindi essere tranquillizzati sul fatto che questa combinazione di farmaci è sicura anche per la funzione mentale, anche quando il colesterolo LDL è molto basso.